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«Una nuova Provincia? No, grazie»
«Non servono doppioni. Sospetto il periodo in cui è stata lanciata»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/02/05

 

 

La provincia di Casarano, Gallipoli e Tricase? «No, grazie». A respingere la proposta di Eugenio Filograna sono proprio i sindaci delle tre città. Diversi per posizioni politiche, carattere, personalità, i primi cittadini sono però unanimi nel ritenere «inutile» o addirittura «una chimera pre-elettorale» la proposta lanciata dall'ex senatore, che ha chiamato a raccolta politici e imprenditori intorno al suo progetto. «Ne riparliamo tra quattro mesi - liquida con una battuta il sindaco di Gallipoli, Giuseppe Venneri - appena sarà passato un periodo sospetto come quello elettorale». Per il primo cittadino gallipolino l'idea «è complessa ma non priva d'interesse: proprio per questo sarebbe meglio che nessuno venga ad illudere la popolazione con false chimere in periodi pre-elettorali. Io sono disponibile a sedermi attorno ad un tavolo e ragionare seriamente tra quattro mesi, passate le elezioni: vedremo se per allora ci sarà ancora qualcuno che si ricorderà di Gallipoli, Casarano o Tricase». Un vero e proprio muro, insomma, quello eretto da Venneri. Ma spostandosi dallo Jonio all'Adriatico l'aria non cambia granché. «Parliamo prima di che idea abbiamo del territorio, di quale futuro immaginiamo per il sud Salento e poi vedremo se ha senso parlare di una nuova struttura amministrativa e burocratica», dice il sindaco di Tricase, Antonio Coppola. «È un'idea che ogni tanto ritorna - continua - ma più che l'istituzione di una struttura provinciale, che potrebbe rappresentare anche uno spreco di denaro pubblico, sarebbe utile un trasferimento di funzioni dall'amministrazione di Lecce ai comuni, come Tricase, Casarano o Gallipoli che mettano a disposizione strutture e risorse umane per dare servizi più qualificati ed efficienti a cittadini e imprese». Boccia l'idea, infine, anche Remigio Venuti. «Poteva avere un senso - dice il sindaco di Casarano - quando fu lanciata dall'allora deputato Luigi Memmi, negli anni ?80. Oggi però il quadro normativo prevede una serie di scelte che permettono il decentramento delle funzioni. È vero, bisogna dare più voce al territorio - afferma Venuti - ma questo obiettivo può essere raggiunto non con la duplicazione di un'altra provincia, ma potenziando i comuni e le aggregazioni di comuni. Meglio l'attenzione a queste realtà e il potenziamento già intrapreso dalla Provincia di Lecce degli uffici provinciali decentrati che la replica di meccanismi centralistici di cui proprio non si sente il bisogno»