TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

www.beppegrillo.it

Home page

La vita Politica

Lo sport

Cultura

Succede in città

Informazioni turistiche

la nostra E - mail

.

IL COMPARTO DEL TAC

Chiede alla Regione e al Governo il rispetto degli accordi

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 20/02/05

 

«Dopo le promesse, è arrivato il momento dei fatti». Parte da Casarano la sfida degli imprenditori al Governo nazionale e alla Regione Puglia. Ai margini del convegno di Alleanza Nazionale che ieri ha visto in città la presenza del viceministro alle attività produttive Adolfo Urso, Salvatore De Riccardis, presidente provinciale di Assindustria e Michele Zonno, responsabile nell’associazione degli imprenditori calzaturieri (nonché dirigente del Gruppo Filanto), riportano al centro del dibattito l’Accordo di programma quadro. Il patto stretto tra parti sociali e istituzioni, siglato nel luglio scorso presso la Regione Puglia con l’obiettivo di rilanciare e riposizionare il settore del tessile-abbigliamento-calzaturiero è ancora in attesa dei finanziamenti governativi. Nella discussione della scorsa finanziaria, pressato dagli appelli dei deputati salentini di tutte le estrazione politiche, il governo, per bocca del sottosegretario all’economia Vegas, promise l’inserimento dell’Accordo nel decreto sulla competitività, che sarà varato venerdì a Roma. E ora gli imprenditori richiedono il rispetto degli impegni e tirano per la giacchetta anche il governatore Raffaele Fitto. «Il sistema delle imprese manifatturiere pugliesi – dice Zonno – attende di conoscere le determinazioni del governo. Nei giorni scorsi sono stati recuperati 310 milioni per i distretti di Bergamo, Varese e Prato per incentivi e ammortizzatori sociali: noi non siamo per una politica assistenzialista però riteniamo che sia necessario porre attenzione anche alle imprese del sud. Invitiamo anche il presidente Fitto a far sentire la sua voce a Roma prima dell’emanazione di venerdì del decreto sulla competitività». De Riccardis, da parte sua, spalleggia Zonno nella netta presa di posizione. «Siamo in attesa delle linee del governo – dice il presidente degli industriali leccesi – nessuno ha chiesto mai che le cose debbano essere fatte per forza. Non si può però viaggiare nell’incerto e nel vago, impedendo alle imprese anche di fare programmazione industriale, che da tempo non si riesce a fare». Porte aperte, da parte del viceministro Urso alle richieste degli imprenditori. «Mi sembra una richiesta più che legittima – dice l’esponente di An – che tra l’altro incentiverebbe altre realtà produttive a seguire la stessa strada della concertazione tra imprese e istituzioni del territorio». Urso, che ha annunciato che nel decreto sulla competitività saranno presenti una serie di misure a favore delle imprese del Mezzogiorno (dagli sgravi fiscali agli incentivi sull’innovazione, dal credito agevolato all’attenzione alle infrastrutture) specifica che sul settore del tac «è importante intervenire nella lotta alla contraffazione, che colpisce in maniera sleale la grande produzione nazionale» e nello specifico dell’Accordo quadro di programma promette «il mio sostegno personale e quello di tutta Alleanza Nazionale sul tema». Tutto risolto, quindi? Per niente: Zonno specifica che «su Urso non abbiamo dubbi, visto che si batte da anni a difesa del Made in Italy. Sicuramente però questo non basta – conclude Zonno – l’impegno di Urso come singola persona è fuor di dubbio, quello che ci piacerebbe vedere è l’impegno di tutto il governo su questi temi: nascondersi dietro l’alibi dei vincoli di bilancio è troppo facile»