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Il partito di Mastella «silura» il presidente del Consiglio Paolo Zompì e, con una lettera di Mario Pendinelli, chiede al sindaco una presenza in giunta

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 04/10//2005

 

 

Finisce l'impasse nell'Udeur cittadino: con una lettera al sindaco Remigio Venuti, l'assessore provinciale Mario Pendinelli sancisce la rottura con il presidente del consiglio comunale Paolo Zompì e chiede ufficialmente l'ingresso del Campanile in Giunta. La comunicazione di Pendinelli, da alcuni mesi commissario della sezione cittadina del partito di Mastella, è asciutta (appena una ventina di righe) ma rappresenta una vera e propria bomba ad orologeria per la politica cittadina. Non a caso è indirizzata non solo al primo cittadino, ma anche ai capigruppo di maggioranza (Antonio Maggio per la Margherita e Mario Turco per i Ds) e ai segretari politici del centrosinistra (il margheritino Claudio Casciaro, il diessino Rocco Morgante e il socialista Franco Carbone): come dire che la questione è politica e riguarda tutta la coalizione. Pendinelli parte dai dati elettorali delle ultime elezioni comunali, provinciali e regionali «che hanno evidenziato - scrive - il radicamento dell'Udeur nell'elettorato casaranese». Affermazioni elettorali nelle quali, secondo il commissario, è stato fondamentale «l'impegno del segretario cittadino e dirigente provinciale del partito Fernando Schiavano, direttamente impegnato per consentire a Giovanni Pellegrino di guidare la Provincia, e Amedeo Sabato, consigliere comunale e candidato alle Regionali che hanno visto il successo di Vendola». Neanche una parola, invece, per Zompì che pure fu il kingmaker delle elezioni comunali. E la conferma che il filo tra il presidente del consiglio comunale e il Campanile è ormai spezzato arriva qualche riga dopo: «Devo precisare - aggiunge Pendinelli - che il partito ha nel dirigente provinciale Fernando Schiavano la sua voce ufficiale e nel consigliere Amedeo Sabato l'unico titolato ad esprimere la posizione dell'Udeur nell'assise consiliare». Messo fuori dalla porta Zompì, l'Udeur rimane così l'unica forza della maggioranza a non avere postazioni istituzionali. La conseguenza, quindi, è scontata: la richiesta di un assessore. «Quando si è insediata l'amministrazione comunale, la richiesta dell'Udeur di essere presente in giunta non ha potuto trovare accoglimento - scrive Pendinelli al sindaco - Oggi, su incarico della segreteria provinciale, sottopongo alla sua attenzione l'esigenza del partito di aver un coinvolgimento diretto nell'azione di governo del Comune che potrà attuarsi nelle forme e nei tempi che riterrà opportuni, al fine di consentire all'Udeur di dare compiutamente il suo contributo nell'azione di governo da lei portata avanti». Le carte sono in tavola: la «patata bollente» passa ora nelle mani di Venuti.

Ora l'UDEUR rivendica un assessore

Ma come si arriva alla rottura tra l’Udeur e Zompì e alla richiesta di un posto in giunta per il Campanile? A pochi giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali dello scorso anno, l’accordo tra Raffaele Fitto e Leda Schirinzi ha tra gli altri risultati la «cacciata» di Paolo Zompì dal partito azzurro. Zompì, deciso a dimostrare il proprio peso elettorale, ottiene ospitalità nella lista dell’Udeur, dopo che la Margherita aveva risposto picche ad una richiesta analoga. I risultati gli danno ragione: con 354 preferenze personali l’ex esponente azzurro è il consigliere comunale più votato di Casarano e dà all’ex «nemico» Remigio Venuti una spinta fondamentale per evitare un insidioso ballottaggio. Subito dopo il voto, però, cominciano le tensioni tra il «ceppo» originario dell’Udeur (primi tra tutti il segretario Fernando Schiavano e il consigliere Amedeo Sabato) e l’«innesto» del gruppo vicino a Zompì: nel luglio 2004 il Campanile elegge un direttivo che riunisce le due anime, ma il conflitto è tutt’altro che risolto. Il 5 agosto Remigio Venuti nomina sei assessori su sette della sua giunta, lasciando un posto vuoto proprio per l’Udeur, a cui puntano sia Zompì che Schiavano. Una settimana dopo il consiglio comunale elegge all’unanimità Zompì presidente del consiglio comunale e a quel punto Venuti assegna il settimo posto da assessore alla Margherita (con Rocco Rizzello), considerando soddisfatte le esigenze dell’Udeur. Nel partito, però, i problemi rimangono e dopo un periodo di conflitto latente scoppiano definitivamente nelle elezioni regionali di quest’anno. Il partito di Mastella vuole nella lista provinciale un candidato casaranese: il posto viene offerto prima a Schiavano, che però ben presto si tira fuori, quindi a Zompì che rifiuta con decisione e anzi appoggerà Dario Stefano, candidato della Margherita, nonostante la presenza nella lista udeurrina di Amedeo Sabato. Rapporti personali e politici a quel punto esplodono e la sezione di Casarano viene commissariata poco prima della scorsa estate: reggente è l’assessore provinciale Mario Pendinelli. Nonostante i buoni rapporti di Pendinelli con le due parti in causa, la mediazione si rivela difficilissima. È così che si arriva alla lettera del 29 settembre: l’Udeur ritorna ufficialmente nelle mani di Schiavano e Sabato e la breve permanenza di Zompì all’ombra del Campanile può dirsi conclusa.