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DIFENSORE CIVICO UNA FIGURA DA SCEGLIERE CON LA DOVUTA ATTENZIONE

di Maria Rosaria De Rocco, Vicepresidente dell'Associazione Azione Democratica

Casarano, 08/03/05

 

Il prossimo 10 marzo saremo ritrosi spettatori di un nuovo consiglio comunale; fra i punti all’ordine del giorno troviamo con stupore la nomina del Difensore Civico.

 

Stupore è un vocabolo italiano che preannuncia significati quali meraviglia, sbalordimento, incredulità, sbigottimento, stupefazione, e non ultimo sconcerto: questo è ciò che ogni essere pensante e intimamente coinvolto nello struggimento di assicurare un futuro migliore a questo paese, prova nei confronti delle manifestazioni di arroganza amministrativa.

 

Sconcerto dunque ma non rassegnazione; la viscerale occorrenza di onestà ci pone di fronte ad interrogativi quali il destino della trasparenza e della partecipazione alla vita municipale tanto millantata dai nostri amministratori.

 

Il prossimo giovedì il consiglio comunale voterà e nominerà il Difensore Civico della “gente casaranese”; ma cosa c’è di civico in tutto questo? Quali saranno i nominativi che verranno selezionati e votati se non c’è stato un bando o un avviso necessario acciocché ogni cittadino casaranese sia messo in condizioni, se interessato, di partecipare alla selezione? Oppure la figura del difensore civico deve essere persona gradita all’amministrazione e non semplicemente espressione di professionalità e capacità urbana?

 

Il senso di questa figura si ritrova nei bisogni degli ultimi, di coloro che non hanno diretti rappresentanti in giunta o in consiglio comunale, di coloro che sono considerati dal buonsenso comune diversi, di coloro che non sanno o non possono difendersi da soli, di ogni singolo uomo e ogni singola donna casaranese.

 

Vedete, ogni giorno la società universale, di cui tutti siamo parte integrante e attiva, è impegnata in missioni umanitarie, militari, autosostenibili volte a garantire maggiore giustizia ed equità sociale ma le piccole battaglie vengono dimenticate, viene dimenticato il microcosmo perché il sentire e il vivere mediatico ci coinvolge in macrosistemi internazionali impegnati nella ricorrente colonizzazione dei pensieri attraverso l’imposizione di una civiltà tanto ingiustificatamente esibita e così poco conosciuta, tanto da perdere di vista il benessere collettivo, immemori che l’essere civile non è requisito biologico di puro appannaggio della popolazione occidentale, ma è un bene che si conquista con l’onestà dei comportamenti e delle intelligenze.

 

Trovo che questo episodio non sia altro che la perseveranza dell’errore e, come tale, sia quasi soverchiante nell’intento di impedire o meglio d’impossibilitare i cittadini a partecipare alla vita comunale non pubblicizzando o ancora non divulgando selezioni leali e disinteressate; ma, la mia chimerica visione, mi porta a credere che si tratti di una semplice dimenticanza scaturita dalla veemenza con cui si sta procedendo alla nomina del Difensore e, che questa amministrazione si preoccuperà di regolarizzarne la selezione che,  in caso contrario, sarebbe illegittima.

 

     Maria Rosaria De Rocco

Vicepresidente di Azione Democratica

                                                                                         mariaderocco@libero.it