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3.315 nel sud Salento i giovani che hanno

un contratto atipico

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 10/03/05

 

 

Avanza l'esercito dei co.co.co. che sono ormai arrivati oltre le 3.000 unità. Sono infatti per la precisione 3.315 nel sud Salento i giovani che lavorano in base ad un cosiddetto «contratto atipico», cioè di collaborazione coordinata e continuativa oppure a progetto. I dati provengono dalla sede Inps di Casarano che ha competenza territoriale, in questa materia, per tutto il basso Salento, da Gallipoli a Tricase. E dall'Inps viene fuori anche un identikit del co.co.co. tipo: l'età media è di 27 anni, il contratto di collaborazione coordinata e continuativa oppure a progetto è l'unico contratto regolare fino ad allora conosciuto, lo stipendio non è certo faraonico e oscilla tra i 500 e i 1.000 euro. Questo tipo di contratto, «inventato» dalla Riforma Treu, continua a far la parte del leone anche con la nuova legge 30 (meglio nota come «legge Biagi»): sono moltissime le nuove forme di lavoro introdotte, infatti, dalla normativa che prende il nome dal giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse, ma nel mercato del lavoro locale ha attecchito il solo contratto a progetto, con 3.315 unità assunte da aziende o enti pubblici a cui si aggiungono altre 136 che godono di un doppio regime: il caso tipico è quello del professionista che lavora la mattina per una scuola con un contratto atipico e il pomeriggio esercita la libera professione nel suo studio; un'altra nuova forma contrattuale introdotta dalla legge Biagi, l'associazione in partecipazione, riguarda solo 31 persone in tutto il sud Salento. Interessante anche la divisione tra i datori di lavoro: i circa 1.000 committenti del sud Salento sono infatti equamente divisi tra aziende private ed enti pubblici, in particolare comuni, visto che gli altri grandi datori di lavoro atipico della provincia, ovvero le Asl, l'Università di Lecce e la Provincia di Lecce ricadono nel territorio dell'Inps del capoluogo. La nuova organizzazione del lavoro e in particolare i contratti atipici sono ormai diventati terreno di scontro anche politico: sicuramente convenienti per i datori di lavoro (che possono così incentivare l'occupazione), hanno però una serie di controindicazioni per i lavoratori, dai contributi previdenziali decisamente ridotti, all'eliminazione di diritti come l'indennità di malattia, prevista solo in caso di ricovero ospedaliero. Sull'argomento, tra l'altro, proprio stasera alle 21 avverrà la proiezione del documentario «Vite flessibili» (dei registi Nicola Di Lecce e Rosella Lamina) e un dibattito con Eugenio Romano, il tutto organizzato dal locale Comitato pro Vendola.