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Palazzo D'Elia, ko del Tar
La coordinatrice di Forza Italia, Francesca Fersino, attacca il primo cittadino sul mancato finanziamento

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29/10//2005

 

 

Palazzo D'Elia, il Tar di Lecce dà torto al Comune e ragione alla Regione Puglia. Sfuma così la possibilità di un finanziamento a sei zeri per il restauro del gioiello cinquecentesco e l'amministrazione incassa un altro duro colpo sul versante giudiziario. La notizia è stata resa nota da Forza Italia, la cui coordinatrice Francesca Fersino ha pesantemente attaccato il sindaco di centrosinistra Remigio Venuti, lanciandogli un avvertimento. «È l'ennesima dimostrazione del suo stile accentratore - dice - ma Venuti stia attento: così facendo rischia che i sindaci del Pit contestino il ruolo capofila di Casarano». Il 16 aprile scorso la Regione Puglia aveva comunicato che la richiesta del finanziamento da parte del Comune, relativa al restauro di Palazzo D'Elia da destinare a Polo tecnologico all'interno del Pit9 era respinta, in quanto l'avviso pubblico regionale era rivolto a comuni oltre i 30.000 abitanti oppure unioni di comuni oltre i 50.000. Proprio in quest'ultima categoria contava di rientrare il Comune di Casarano, in quanto capofila del Pit, che raggruppa 69 comuni e su questa base Palazzo dei Domenicani aveva presentato nello scorso maggio ricorso al Tar di Lecce; in ballo il progetto del Polo tecnologico, per un valore (indicato dallo stesso Pit9) di 3.855.546 euro. E il 25 ottobre è arrivata la decisione del tribunale amministrativo, presieduto da Aldo Ravalli. La Regione aveva negato il finanziamento perché non esisteva alcuna delibera collegiale dell'assemblea dei sindaci del Pit9 che autorizzava il Comune di Casarano a candidarsi al finanziamento; il Tar va oltre e aggiunge che, se anche quella delibera ci fosse stata, la domanda andava comunque respinta, perché l'avviso riguardava comuni e unioni di comuni e in quest'ultima categoria non poteva rientrare il Pit. Una pronuncia netta, quindi, sulla quale non si fa attendere la reazione di Forza Italia. «Siamo molto preoccupati - dice la Fersino - che il sindaco Venuti dimostri anche nel Pit la scarsa trasparenza e l'atteggiamento accentratore che dimostra nel Comune di Casarano». In sostanza, per la coordinatrice azzurra, la candidatura di Palazzo D'Elia a polo tecnologico e la domanda per il restauro non erano stati concordati né con l'assemblea dei sindaci né con il comitato di pilotaggio del Pit9. «Questo atteggiamento può pregiudicare la credibilità del nostro comune nel suo ruolo di capofila - spiega - lo dico sapendo di molti malumori tra i sindaci: il Pit viene gestito in maniera accentrata, senza rispetto delle regole, facendo errori amministrativi di cui questa vicenda è solo un esempio e il malcontento serpeggia». L'esponente di Forza Italia cita anche la nomina del comitato tecnico del Pit: sarebbe stata nominata solo una figura su tre (la dirigente comunale Caterina Mastrogiovanni) mentre gli altri due professionisti non sono stati ancora individuati. «Con questo stile - conclude la Fersino - Casarano rischia di perdere finanziamenti, di gestire male i soldi che ci sono e infine di vedere contestato il suo ruolo di capofila»