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Pit 9: 10 milioni di euro e palazzo D'Elia come sede del Politecnico

Arte moda e design, una scuola di alta formazione.
di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 14/07/2005

 

 

Oltre 10 milioni di euro e un palazzo del ‘500: ecco l’offerta del Comune di Casarano, nel suo ruolo di capofila del Pit 9, al Politecnico delle Arti. Lo annuncia Remigio Venuti, sindaco della città «capitale» del tessile-abbigliamento-calzaturiero e presidente del comitato di pilotaggio del Progetto integrato territoriale numero 9 sul manifatturiero, che proprio nei giorni scorsi ha ricevuto dalla Regione Puglia il definitivo via libera a partire con l’utilizzo dei 54 milioni di euro di fondi Por. E proprio sulla disponibilità finanziaria fa leva Venuti per aggiudicarsi una «sezione distaccata» del Politecnico delle Arti, che sta ingolosendo i primi cittadini di numerosi enti locali. Già il progetto aveva ricevuto la «benedizione» del sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone; sabato scorso, poi,  è stato trovato l’accordo tra i promotori del progetto, ovvero Giacinto Leone (direttore dell’Accademia di Belle Arti), Paride De Masi (amministratore del Gruppo Italgest) e Edoardo Winspeare (il regista che sarà responsabile della sezione dedicata alle arti cinematografiche del Politecnico) con il primo cittadino di Melpignano, Sergio Blasi, che ha offerto alla struttura formativa il Palazzo Marchesale e l’ex tabacchificio; inoltre è nota la disponibilità del Comune di Galatone, intenzionato a destinare il castello (in via di ristrutturazione) a momenti didattici legati all’Accademia e al progetto del Politecnico. Ieri, infine, si è aggiunta una quinta disponibilità, ovvero quella del Comune di Tricase e del suo sindaco Antonio Coppola, che intende rilanciare le attività produttive della sua città con un occhio puntato all’industria cinematografica, anche aderendo all’iniziativa del costituendo Politecnico. Uno dei primi enti locali a manifestare interesse è stato però, come si diceva, il Comune di Casarano. «L’idea d’azione del Politecnico delle Arti è quella di dare un respiro diverso e internazionale anche legato anche al sistema moda – dice il sindaco Venuti – mi sembra quindi che ci sia una perfetta sintonia e un valido aggancio con la realizzazione di corsi di laurea collegati al sistema moda prevista dal Pit 9: ora si tratta di trovare i giusti collegamenti funzionali con l’idea del Politecnico». Venuti spiega che la formazione all’interno del Pit 9 aveva già avuto una sua programmazione, finanziata per quasi tre milioni di euro, in collaborazione con l’Università di Lecce e le scuole tecnico-professionali del territorio di Casarano. «Credo però che non ci voglia un grande sforzo per coinvolgere l’Accademia in questo progetto – afferma Venuti – Se il Politecnico delle Arti farà perno sull’Accademia, credo che sia possibile e più che naturale trovare un aggancio tra l’elaborazione formativa contenuta nel Pit e quest’idea». Per concretizzare questa disponibilità, il primo cittadino casaranese offre anche un immobile storico, il cinquecentesco Palazzo D’Elia posto nel centro antico. «Con lo sguardo rivolto all’alta formazione avevamo pensato di recuperare Palazzo D’Elia – spiega – abbiamo già pronto un progetto esecutivo e siamo attivamente impegnato alla ricerca delle fonti di finanziamento. Pensiamo all’utilità e all’effetto traino che potrebbe avere  sull’intero centro antico l’idea di destinare Palazzo D’Elia a contenitore formativo: decine e decine di giovani e professionisti frequenterebbero il Politecnico a Casarano ma dovrebbero anche trovare il modo di dormire, mangiare e quant’altro. Tutta l’iniziativa mi sembra insomma estremamente utile, specie se riuscirà a mettere in rete la parte migliore della salentinità, fino a farla assurgere a sistema»

Parla Augusto Romano, direttore di Meltin Pot

Qualità, innovazione, marketing. Ad un tiro di schioppo da Casarano esiste un’azienda che ha tradotto le ricette economiche (che in ogni convegno sul Tac sono indicate come il salvacondotto per uscire dalla crisi) in realtà. È la Meltin’ Pot, l’azienda di abbigliamento di Matino diretta da Augusto Romano. Che, guarda caso, è tra le imprese (insieme alla Italgest di Paride De Masi e alla Costume National di Ennio Capasa) che vogliono fare del Politecnico delle Arti, il progetto di alta formazione dell’Accademia di Lecce, un laboratorio di progettazione e design industriale legato alle esigenze produttive del territorio. Il motivo è molto semplice, come spiega lo stesso Romano. «Vorremmo creare una simbiosi tra territorio e aziende con un punto di incontro dove cresca una sensibilità che ora non c’è e di cui noi soffriamo la mancanza – spiega – Questo punto di incontro può essere il Politecnico, che faccia sviluppare sul territorio i nuovi talenti che oggi noi cerchiamo all’estero, prendendo ragazzi interessanti e ponendoli all’interno di un contesto estremamente creativo e dinamico». Un’idea, quella di Romano, a metà tra economia aziendale e marketing territoriale. «La mia idea personale – dice l’imprenditore – è quella di portare il mondo nel Salento piuttosto che il contrario. Per questo l’idea del Politecnico è sicuramente una cosa interessante, ma di cui bisognerà seguire lo sviluppo nel tempo: il progetto di cui parliamo oggi è la cosa immediata, il riflesso è che queste cose cambiano il territorio». Per Romano ancora più importante dell’idea del Politecnico delle Arti in sé, infatti, è l’effetto che sul lungo periodo questa istituzione formativa può produrre sulla mentalità e sullo stile di vita del Salento. «Significa attirare in questo territorio un certo tipo di persone – spiega – e quindi innescare sviluppo culturale, che a sua volta produce consumi culturali, creazione di stili di vita e in ultima analisi sviluppo di un altro modo di intendere il territorio». Senza dimenticare l’effetto a catena che può avere sull’economia questo modello, in cui Romano crede talmente da ospitare in una villa a Matino creativi provenienti da tutte le parti del mondo. «L’obiettivo è lo stesso, anche se nel caso del Politecnico ha una valenza più didattica e meno estetica – conclude – cioè creare un network tra la creatività, le imprese importanti, i cervelli; anche solo chiacchierando tra queste persone si possono innescare idee, meccanismi mentali a cui nessuno aveva pensato: scatta una scintilla che ci fa dire che esiste qualcos’altro oltre alla realtà che viviamo tutti i giorni»

 

ALL'ACCADEMIA I SOLDI DEL PIT 9

Far rinascere il comparto del tessile-abbigliamento-calzaturiero come una fenice dalle ceneri della crisi economica, che la concorrenza internazionale da un lato e impostazioni produttive ormai superate dall’altro hanno causato. Questa la mission del Pit 9, il progetto integrato territoriale sul manifatturiero la cui gestazione risale alla scorsa legislatura regionale e che ha visto il suo avvio ufficiale lo scorso 29 giugno con la firma congiunta di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, e Remigio Venuti, sindaco di Casarano. L’ente locale casaranese è il comune capofila del progetto che vede raccolti insieme 69 comuni salentini (disposti a ferro di cavallo sull’intero territorio provinciale) e la stessa Provincia di Lecce. 54 milioni di euro i finanziamenti pubblici messi a disposizione dai fondi Por della Regione Puglia, per un intervento «multilivello», che attinge cioè a diverse misure ma con un solo obiettivo: riqualificare il manifatturiero salentino e in particolare il settore del Tac, con azioni corpose in diversi campi: le infrastrutture, in special modo quelle delle zone industriali e collegate ai trasporti; gli aiuti alle imprese, che si articoleranno in bandi Pia; la pubblica amministrazione, che vedrà potenziati i servizi informatici e in particolare gli sportelli unici rivolti alle imprese. Un capitolo del Pit 9 è dedicato, infine, alla formazione. E proprio questi fondi potrebbe essere realizzati da Casarano per «entrare» nel progetto del Politecnico delle Arti. La previsione del Pit, infatti, riserva a questa azione specifica oltre 3,4 miliardi di vecchie lire, per la precisione 1.760.501 euro. Ma oltre ai corsi di laurea già previsti e concordati con l'Università, attraverso i quali si intende formare ingegneri, manager e stilisti specializzati nel settore moda, sono previsti anche più di due miliardi (1.173.667 euro) in borse di studio per i giovani laureati salentini che vogliono specializzarsi, frequentando master post laurea e studiando materie connesse al Tac: nuove tecnologie, management, moda e design e tutto quanto può dare un colpo d'ala ad un settore in difficoltà.