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Torna il consiglio comunale dopo quello infuocato sul Piano regolatore generale. La minoranza mugugna

Passa il Bilancio di previsione

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 25/11//2005

 

Il Prg è passato, ma qualche «mal di pancia» nel centrosinistra non è mancato. Primi tra tutti, i consiglieri «di confine»; Paolo Zompì e Amedeo Sabato. Il primo si è astenuto, ma la dichiarazione di voto è diventata l'occasione per un netto atto d'accusa contro l'ex governatore Raffaele Fitto. «Su questo Piano i pareri legali si dividono - spiega il presidente del consiglio comunale - come facciamo a sapere chi ha ragione? Inviamolo a Bari e sarà l'ufficio regionale a valutarlo». Importante, per Zompì, è comunque che Casarano decida da sé il proprio futuro, nel Prg come nella politica. «Spero che, a dire che cosa debba essere fatto - afferma - non venga più chi non è mai passato da Casarano, dando solo retta ai suoi miseri scudieri e distruggendo quanto di buono era stato costruito dalla vecchia minoranza. Alla fine la città ha dato ragione a Venuti e torto a chi pensava di gestire il proprio potere dall'alto». Il riferimento è lampante, a Fitto e alle vicende che misero l'attuale presidente del Consiglio fuori dalla porta di Forza Italia. Favorevole al Prg, ma con riserva, invece, Amedeo Sabato; nel suo primo intervento l'esponente dell'Udeur aveva palesato la sua contrarietà ad alcune scelte del Piano: «l'individuazione della Zona artigianale a sud-est - enumera - l'aggressione alla campagna, invece di pensare ad uno sviluppo verticale della città, il mancato parere sulle osservazioni da parte della nuova commissione urbanistica». Una lista delle pecche del Prg così puntuale, che anche la partecipazione al voto di Sabato sembrava in dubbio; la suspence, però, si è sciolta su un motto popolare usato dal consigliere dell'Udeur al momento della dichiarazione di voto. «Il morto, quand'è morto, va sepolto - ha ripetuto più volte - per cui voterò il Piano in appoggio alle scelte della maggioranza, pur non condividendone tutti i metodi e gli obiettivi, sostenendone gli oneri ma senza ricevere alcun onore». Il riferimento alla vecchia ferita dell'assenza dell'Udeur dalla giunta non poteva essere, anche in questo caso, più evidente.