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Il dibattito su piazza Diaz si arricchisce di una nuova posizione. La Margherita lancia la sua proposta. «Week-end senza auto»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 09/10//2005

 

 

Piazza Diaz: chiusa nel week-end, aperta al traffico (ma non al parcheggio) durante la settimana. La Margherita rompe gli indugi e ufficializza la propria posizione sulla destinazione del cuore del centro antico per bocca del presidente provinciale Claudio Casciaro. Il quadro delle opinioni interne della maggioranza sul futuro della piazza è così quasi completo. I primi ad esternare la propria opinione, infatti, sono stati i Ds, chiedendo all'amministrazione la chiusura totale al traffico e al parcheggio di pazza Diaz. In settimana, poi, arriva il distinguo del presidente del consiglio comunale (ormai senza partito, dopo il «divorzio» dall'Udeur) Paolo Zompì, sceso in campo a sostegno dell'apertura della piazza al traffico, escludendo però il parcheggio. Ora arriva la posizione di Casciaro a nome della Margherita, che spinge in avanti il compromesso: valida la formula di Zompì «traffico aperto - parcheggio chiuso», ma valida anche l'esigenza diessina di chiusura della piazza, da realizzarsi quest'ultima, però, solo il sabato e la domenica. Una posizione cui si arriva, spiega Casciaro, «partendo dal presupposto che compito degli amministratori è quello di coniugare le diverse esigenze e le aspettative, tutte legittime». Il problema vero, per Casciaro, è la particolare viabilità di Casarano, in base alla quale piazza Diaz risulta «una importante arteria di collegamento tra la parte nord e la parte sud della città». La conseguenza è che la chiusura è possibile solo il sabato e la domenica, «quando la maggior parte dei cittadini, liberi dal lavoro - spiega l'esponente margheritino - può gustare una passeggiata nel centro storico. Certamente, in questi giorni, si dovrebbe animare la piazza con iniziative culturali, musicali e ludiche. Nei restanti giorni della settimana credo sia necessario permettere il transito degli autoveicoli, magari escludendone la sosta». Per Casciaro, però, anche i privati devono fare la loro parte: i proprietari dei palazzi devono «realizzare interventi di riqualificazione degli immobili che fanno da cornice alla piazza», mentre tutti i cittadini devono «considerare la parte più antica della città quale patrimonio prezioso dell'intera comunità da trasmettere alle nuove generazioni». Infine Casciaro rilancia la sua proposta di intitolare la piazza non più al generale Diaz ma «al nostro santo patrono, San Giovanni Elemosiniere, in considerazione del valore simbolico che rappresenta per la città». La discussione, insomma, è ormai uscita allo scoperto, la decisione non dovrebbe tardare ad arrivare.