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Prg: le riflessioni di Giovanni Coletta
Di * Giovanni Coletta, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 29/10/2005

  

 

Siamo intervenuti diverse volte sui temi inerenti all’iter del PRG. Ci sembra utile ritornare su alcuni aspetti della vicenda. Ricordiamo alcune tappe. Nel 1996 inizia l’iter del piano, nel 1998 è approvata la bozza, nel 2000 è adottato il progetto definitivo, da allora nessun atto è stato compiuto, si è aspettato che decadessero le norme di salvaguardia per dare vita ad uno dei peggiori saccheggi urbanistici che la città abbia potuto registrare, ma già prima dell’adozione del piano, il giorno prima, sono state rilasciate decine di concessioni che cominciavano a stravolgerne l’impianto, si è poi continuato, attraverso lottizzazioni in zona agricola ed il rilascio di concessioni ai limiti o nella totale illegalità. In questo modo il PRG che, nonostante forzature interessate, conteneva una forte carica innovativa sotto l’aspetto urbanistico e di prospettiva, è stato stravolto.

Un solo dato può rendere l’idea: su una previsione del piano di circa 540.000 mc, ne sono già stati realizzati, stima per difetto, oltre 300.000 la maggior parte al di fuori delle previsioni, molti di questi volumi è stato possibile realizzarli facendo leva sulla decadenza delle norme di salvaguardia. Cosa c’è dietro tutto questo? In primo luogo mancanza di cultura urbanistica e di governo, ricerca clientelare del consenso, un’idea vaga della legalità. Riteniamo, infatti, che in materia urbanistica il livello di legalità generale si è paurosamente abbassato. Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere. Che senso ha, infatti, da parte degli amministratori, sbandierare la loro adesione ad “Agenda 2000”, sullo sviluppo ecocompatibile, quando si è perpetrata una vera e propria aggressione al territorio agricolo e paesaggistico che come è noto è una risorsa non rinnovabile? L’esempio più eclatante riguarda la previsione del parco della Campana, oggi disseminato di case, lo stesso dicasi per il degrado generale della città. Casarano assomiglia sempre di più ad una città disastrata.

La verità è che siamo di fronte ad amministratori mediocri, senza principi e senza cultura, attenti a coltivare solo il loro orticello ed in nome di questo non esitano a sacrificare gli interessi generali. Ora si accingono all’ennesima farsa, quello dell’esame delle osservazioni al piano che, in quanto riguardanti l’interesse privato e non quello pubblico, così dice la legge, sono tutte inaccoglibili, ma loro sono disposti, del resto in parte lo hanno già fatto, ad accoglierle. Che siano altri eventualmente a bocciarle. Che dire di fronte a tanto sfacelo? Non sarebbe ora che questi amministratori incapaci liberassero Casarano della loro presenza? Un’ultima domanda, la rivolgiamo soprattutto ai partiti di centro sinistra: cosa hanno a che fare questi amministratori con la sinistra, con i principi di buon governo e con le moderne esigenze di sviluppo della città? Sono anni che attendiamo una risposta.

 

* ex vice sindaco; dirigente del movimento politico “Azione Democratica”.