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La Margherita sceglie Memmi

L'assessore, però, prende tempo. E Filograna rilancia il suo progetto

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 04/02/05

 

Sarà Antonio Memmi il candidato locale della Margherita? Sarebbe ormai cosa fatta, dopo l'incontro, avvenuto l'altro ieri, dei consiglieri e assessori del partito di Rutelli, coordinato dal presidente cittadino e consigliere provinciale Claudio Casciaro. A frenare la corsa dell'ex assessore verso la lista del biancofiore sarebbe, però, lo stesso Memmi che ribadisce che «è umiliante che una città come Casarano non abbia rappresentanza in organismi sovracomunali ormai dal 1987», ma sulla sua candidatura non scioglie la riserva. «Il partito me l'ha chiesto - dice - ma non ho ancora deciso: bisogna verificare se sussistono le condizioni politiche e organizzative per affrontare una campagna elettorale così difficile». L'incontro di martedì degli amministratori margheritini ha però il merito di aver sgombrato il campo dalle altre due possibili candidature: quelle di Casciaro e del vicesindaco Caputo. Il chiarimento a livello locale viene confermato anche da Caputo, che spiega che ora toccherà al direttivo ratificare la proposta di candidatura e auspica anche che nel centrosinistra non ci siano altri candidati per la corsa a viale Capruzzi. Un auspicio che però dovrà fare i conti con l'Udeur, che a quanto pare dovrebbe proporre il proprio segretario cittadino, Fernando Schiavano, nel listino per le Regionali. Restando sul fronte della politica, poi, si registra anche la replica dell'ex senatore Eugenio Filograna ai sindaci di Casarano, Gallipoli e Tricase che hanno bocciato l'idea della provincia del basso Salento. «Sono convinto che in cuor loro - dice Filograna - hanno riflettuto sull'idea, ma l'essere contenuti all'interno di schieramenti definiti non permette di esporsi». L'ex senatore, comunque, non solo non dispera, ma rilancia la legge di iniziativa popolare «che a questo punto è più che mai fondamentale. Visto che i sindaci non si muoveranno per l'idea - afferma Filograna - lo devono fare i cittadini». Cinquemila posti di lavoro: questo il vantaggio che porterebbe l'istituzione della nuova provincia al territorio «tramite gli impiegati della provincia e degli uffici collegati: una massa di persone che darebbe slancio ad una terra che soffre molto come il sud Salento».