TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

www.beppegrillo.it

Home page

La vita Politica

Lo sport

Cultura

Succede in città

Informazioni turistiche

la nostra E - mail

.

An: Solidoro contro Poli Bortone

«Noi candidati abbiamo dato il massimo»

di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 19/04/05

 

 

Si allarga la polemica nell'interno di An dopo il risultato elettorale che non ha esaltato le potenzialità del partito. Ad intervenire, rispondendo a distanza al sindaco di Lecce, Adriana Poli, che nel dopo elezioni volendo evidenziare che An aveva presentato una lista debole aveva salvato «solo tre candidati e mezzo», è Tonina Solidoro che, candidata alle Regionali, ha ottenuto 602 voti di preferenza e si è piazzata al quinto posto. «E' un'offesa - dice senza mezzi termini la signora Solidoro - per chi, con dignità e correttezza ha speso ogni risorsa personale per portare più voti possibili al partito». «Non mi piace - è la dura bacchettata che l'ex candidata affida ad una nota - chi, invece di costruire demolisce, chi spara a zero sui feriti anzichè aiutarli a risollevarsi, soprattutto se sono "fratelli"; non mi piace - rincara - chi usa la politica come arte e mezzo per la realizzazione delle proprie ambizioni». Tonina Solidoro, parlando poi di come ha impostato la propria campagna elettorale e ricordando che «piuttosto che predicare bisogna dare il buon esempio» ha sostenuto: «Durante la campagna elettorale non ho sottratto neanche un'ora al mio lavoro di docente al Liceo classico di Casarano e, per mia scelta, non sono andata in alcun Circolo di An per accaparrarmi la mia fetta di voti già appartenenti al partito. Altri - accusa - lo hanno fatto, cercando di catechizzare gli iscritti magari durante una serata al ristorante, sputando fiele sugli altri candidati dello stesso partito ma di "corrente" diversa o promettendo ancora una volta (Dc docet) la luna». Da chi avrebbe allora ricevuto i voti la signora Solidoro? A spiegarlo nella medesima nota è lei stessa: «Ho optato - afferma - per un voto chiesto , spesso "strappato", ai parenti, a conoscenti, agli indecisi, ai delusi, a chi da tempo non vota più, ai tanti amici di sinistra (quante le schede col voto disgiunto Vendola/Solidoro!) ritenendo così di aver dato al mio partito - altra battuta al vetriolo - molto di più di chi oggi si sente autorizzato a criticare». C'è, insomma, nelle parole della Solidoro tutta l'amarezza di chi riteneva di aver combattuto una battaglia in nome di un ideale ed alla fine scopre che invece di un apprezzamento per quanto ha fatto viene quasi maltrattato. In chiusura, però, la nota diventa propositiva per il futuro di An: «E' ora - conclude, infatti, Tonina Solidoro - che gli errori, se ci sono stati, servano da sprone per la costruzione di un partito in cui tutti gli iscritti lavorino con umiltà ed altruismo, ricordando di avere, dal primo all'ultimo, gli stessi diritti, ma anche gli stessi doveri»