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Sportello Agricolo: le puntualizzazioni dell'U.D.C.
di Giuseppe Antonio Nuccio, Segretario cittadino UDC, Casarano 18/07/2005

 

 

Dopo infinite peripezie che hanno visto le politiche agricole totalmente slegate da ogni programmazione amministrativa, finalmente siamo giunti all’apertura di uno sportello agricolo presso la sede del Comune di Casarano. Tale servizio, nonostante trovi la sua natura in un effettivo aiuto alla gestione e crescita delle imprese agro-alimentari operanti nel territorio, pone ancora notevoli punti oscuri.

Già associazioni cittadine legate all’opposizione, hanno avuto modo di sollevare giuste polemiche circa l’affidamento della creazione dello sportello alla C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) della Provincia di Lecce. Tale eccezione trova legittimazione nel fatto che uno dei più importanti esponenti della maggioranza consiliare è al contempo consigliere provinciale dell’associazione di cui sopra e che tale affidamento è avvenuto senza alcun bando di gara.

Prescindendo da tali affermazioni, è evidente che altri quesiti sorgono in relazione all’effettiva efficienza dello sportello che, ad oggi, rischia di trovare considerazione solo in un clima propagandistico e non certo nel servizio al cittadino a cui le aziende auspicano da tempo. Lo Sportello per l’agricoltura, infatti, parte con importanti handicap quali la mancanza di qualunque linea programmatica, il distacco da altre associazioni di categoria già operanti sul territorio, la lontananza dagli istituti di ricerca applicata all’agro-alimentare e l’assoluta mancanza di qualsivoglia contatto gli imprenditori del settore.

Il presente, lungi dal voler essere una critica sterile, ma solo un incentivo ad operare con orizzonti più ampi, non può non rilevare che manca una politica di supporto alle aziende agro-alimentari già esistenti nonché l’importantissima promozione del settore che è in continua ricrescita.

Il Dott. Antonio Stea, Agronomo in Casarano, collaboratore del C.N.R. – I.S.P.A. (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari), da noi interpellato, non ha potuto dissociarsi dalle nostre opinioni tecniche riguardo la visione dello strumento così come l’amministrazione ha inteso congeniarlo. In tal senso il dott. Stea sostiene che occorre, per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, portare innovazione ed una chiara progettazione. I nostri giovani, vista la crisi del T.A.C. e le risorse naturali già in nostro possesso, potrebbero trovare la giusta collocazione in nuove imprese, capaci nelle loro potenzialità e certe di una stabile programmazione favorita dal fondamentale indirizzo che potrebbe  essere dato dallo sportello. Quello che in altri comuni costituisce l’ordinaria amministrazione quale gli investimenti nel settore agricolo, nel nostro comune non trova alcun riscontro, lasciando imprese di altissima caratura come quelle olearie, alla capacità del singolo, sicuramente fondamentale nel fare impresa ma, nel clima di globalizzazione, estremamente difficoltoso se effettuato senza il sostegno della P.A.