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TAC: le parole che non vi ho mai detto.

Il convegno di mercoledi 7 dicembre ha aperto qualche spiraglio agli operatori del settore. Ma non a tutti interessava…….

A cura del Circolo Alleanza Nazionale "Valori e identità", Casarano 10/12/2005

  

Quando tra noi di AN abbiamo deciso di accettare la proposta della On. POLI BORTONE ed ospitare questo Convegno sul TAC, serpeggiava una perplessità in tutti…… e se la cosa si fosse trasformata in una protesta? Se fossero intervenuti gruppi di facinorosi ad ostacolare lo svolgimento di quella che poteva essere un’interessante chiacchierata con alcune delle più alte cariche dello Stato mai intervenute a Casarano? Invece niente. Il nulla più assoluto. Tutto si è svolto nella più assoluta tranquillità. Quasi deludente. Deludente perché a parte una discreta delegazione dei più grandi e medi imprenditori del settore riconosciuti in sala (ai quali va il ringraziamento per il loro intervento, ma abbiamo altrettanto gradito il loro alla fine del Convegno), nonché una buona presenza di professionisti interessati all’argomento, il resto è stato assoluta tranquillità. Certo, nessuno cercava la rissa né la ressa, ma ci si sarebbe aspettata una presenza più congrua di persone maggiormente toccate dall’argomento, cito per tutte le categorie sindacali piuttosto che i dipendenti attualmente in cassa integrazione o quelli in mobilità, piuttosto che i disoccupati del tessile-abbigliamento-calzaturiero….. invece niente. Tutto ha taciuto tranquillamente. Un peccato per chi quest’occasione se l’è persa, questo è fuor di dubbio, ma tutto tranquillo per tutti.

Così, avvicendandosi al microfono, gli interventi hanno sciorinato numeri da brivido: -120 aziende nel settore nel solo anno in corso, +6.000 disoccupati e via discorrendo. Dati di cui sono quasi tutti a conoscenza. E poi sono venute fuori le proposte, molto interessanti. Ad esempio dell’Assindustria, organo assolutamente apolitico che non ha voluto correre il rischio di perdersi l’occasione di un faccia a faccia con i Vice Ministri intervenuti URSO e BALDASSARRI. Proposte ad esempio sul polo industriale pilota, di cui si è sentito parlare e che in ogni modo discreti risultati sta portando ai colleghi calzaturieri delle Marche, nonché proposte di consociazione o consorzio, che spesso enunciate non hanno mai trovato oggettivo riscontro nel settore, ma che oggi, di fronte all’ultima spiaggia, sembrano essere la salvezza del comparto industriale casaranese. Non meno importanti ed altrettanto congrui gli intereventi dei due Vice Ministro, che hanno ampiamente illustrato quelli che sono gli interventi intrapresi dal Governo a tutela del prodotto ma soprattutto delle aziende del calzaturiero e comunque del TAC che potranno, a breve medio e lungo termine, beneficiare di una serie di iniziative in tema di riduzione di tasse, riconoscimento di un marchio doc e sviluppo di tecnologie e strumenti per il miglioramento del prodotto. Parte di queste sono contenute nel Maxi-Emendamento che AN presenterà alla Camera e che verrà discusso, salvo variazioni, nella giornata di Martedì prossimo. Ovvio che sarebbe oltremodo lungo e dispersivo riassumere in poche parole quel che si è detto su un tema assolutamente interessante, lungo ed articolato, e pertanto rimando tutti gli interessati alle fonti ufficiali da cui poter attingere per una conoscenza approfondita sull’argomento. Quel che credo vada sottolineato in questo caso è l’assenza, particolarmente notata dai rappresentanti dello Stato, del Parlamento Europeo e degli Enti intervenuti di una qualsivoglia rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, Provinciale o Regionale in forma ufficiale. Quantomeno, data la gravità dell’argomento discusso, e per non porre la cosa sotto il tono dell’umana educazione e del riconoscimento della città dell’arrivo di rappresentanti del Governo, avremmo tutti gradito si fosse notato un purché minimo interessamento all’argomento da parte di queste persone. Invece, loro come tutti i prima citati, assenti disinteressati alle soluzioni. Quasi a significare che tanto il problema c’è, esiste e… chi se ne frega!!!

Unica personalità presente al Convegno, che non ha mancato di salutare gli intervenuti, il dott. Claudio Casciaro, consigliere provinciale della Margherita. A lui credo vada un elogio. Quantomeno perché crediamo seriamente, come espresso nel saluto d’apertura del Presidente del Circolo di Casarano, non si possa fare di un evento di questo genere una questione di colori politici, ma bisognerebbe unire le forze per combattere e risolvere questo cancro che sta distruggendo l’economia locale e fronteggiarlo uniti sotto la spinta della fame (nel vero senso della parola) che questo paese sta vivendo e che morde sempre più tenacemente il settore. L’insistenza di questi atteggiamenti da parte dei nostri Amministratori non crea certo alla città un’immagine di cui fino a qualche tempo fa abbiamo ampiamente goduto, e porta nel più profondo baratro le opportunità di una visibilità a livello nazionale della nostra città. E se qualcuno s’illude, come immaginiamo, di aver trovato l’uovo di Colombo nel Pit 9, tra l’altro anche questa farina di sacchi altrui e non certo di locali abilità, pensiamo profondamente si sbagli. La creazione di un nuovissimo comparto operativo della zona industriale di Casarano creerà l’interessamento di chi? Conoscete molte aziende pronte ad investire in una zona economicamente disastrata o culturalmente cresciuta nel settore calzaturiero disposte a venir qui a creare lavoro per chi – diciamocelo alla paesana – ha sempre saputo fare solo scarpe? Cari amici, il calzaturiero casaranese và salvato, che questo piaccia o dispiaccia ad esponenti che, come enunciato dal dott. BENISI, Vice Presidente di Assindustria, hanno definito il TAC morto per sempre. Questa gente ha fame, ed ha bisogno di fare il lavoro che sa. Chiunque riesce a star seduto in poltrona a disinteressarsi dei problemi dei suoi cittadini dovrà render conto davanti a Dio e agli uomini di non aver voluto far nulla per aiutare la sua gente. Tanto meno stringer la mano ad un Vice Ministro, solo perché di area opposta, ma pur sempre carica dello Stato. I problemi non si risolvono giocando al muro contro muro. “Se è rosso non m’interessa”, “allora se è azzurro io non ci vengo”. Personalmente ho accompagnato mio figlio al campo estivo della Parrocchia. Lì ho visto i rossi, i gialli, i blu gareggiare per la conquista di un berretto o di una maglietta. Ma alla fine perfino i bambini sanno abbracciarsi e capire che qui siamo tutti nella stessa barca. Anzi, nella stessa scarpa. Meditate amici, e chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.