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LA PREISTORIA DEI PRG...

di Eugenio Memmi, 11/09/03

Nel paradiso terrestre, Adamo ed Eva vivevano felici e contenti in una bella casetta in cima ad una collina. Godevano di un bel panorama e l’aria era salubre. Decisero di costruire una casetta per il loro figlio maggiore fidanzato con una giovane e bella fanciulla perchè ormai era prossimo alle nozze, la realizzarono in un altro bel posto, sempre in cima alla collina,  perché d’inverno le forti piogge si raccoglievano nella valle creando seri problemi a quei pochi residenti che erano costretti a vivere in quella zona soggetta a  frequenti alluvioni. D’estate invece per quelle persone c’era un altro problema da affrontare poiché in adiacenza delle loro case si era formata una zona paludosa le cui acque stagnanti diventavano maleodoranti e dimora di grasse zanzare. Ovviamente la pianura era anche la zona più fertile e ricca di terra per cui in quella zona del paradiso terrestre si trovavano tutti gli alberi da frutto che il buon Dio aveva serbato per gli uomini. Un giorno venne eletto capo del villaggio Remigio chiamato il Venuti perché i suoi discendenti furono i primi immigrati ad arrivare nel paradiso terrestre. Re Remigio cercò di governare saggiamente il suo villaggio, appena insediato, fece un nobile discorso promettendo benessere e pace per tutti. Gli abitanti del villaggio erano quasi tutti contenti del discorso del Re anche se una certa parte non si fidava del Re Venuti poiché un’antica leggenda diceva che nel paese di origine dei Venuti molti uomini mangiassero i bambini. Dopo i giorni di festa per l’incoronamento di Re Remigio, venne il momento di costituire i consiglieri del re che avevano il compito di aiutare il re. La scelta non fu facile poiché le diverse fazioni del villaggio reclamavano un proprio consigliere e così avvenne il primo inciucio della storia infatti il re per un certo quieto vivere dovette accettare consiglieri ignoranti o incapaci per far contente le fazioni più agguerrite. Un bel giorno si decise di adottare il villaggio di uno strumento che ne pianificasse lo sviluppo in maniera tale che tutto il villaggio avesse un aspetto più ordinato e funzionale; decisero di chiamarlo P.R.G. ovvero Piano di Remigio il Grande. Tante erano le aspettative della gente, felice di vedere il proprio villaggio efficiente e bello, ma, nelle buie stanze dei soliti ignoti si tramava per trarne il massimo vantaggio nella realizzazione di questo misterioso P.R.G.

Per non essere da meno degli altri villaggi del paradiso terrestre che già avevano fatto qualcosa di simile, Re Remigio chiamò a redigere il PRG due illustri studiosi pagati profumatamente con le tasse che i sudditi versavano agli esattori del regno. Lo studio del piano fu preceduto da una bozza in cui in grandi linee si evidenziavano le nuove aree edificabili, lontane dalle zone pianeggianti perché paludose e zona fertile per l’agricoltura, le aeree adibite a pascolo, le zona di produzione del formaggio, il sistema viario periferico per evitare ai carretti che trasportavano merci ed animali di attraversare il villaggio. Quando gli illustri studiosi presentarono il loro PRG molte delle indicazioni contenute nella bozza erano state ribaltate, così si era deciso di costruire a valle del villaggio, alcuni dati erano stati gonfiati per permettere di costruire più case sempre in quella zona. La gente nel vedere il PRG rimase stupefatta, e non riusciva a spiegarsi quelle scelte poiché da che mondo era mondo a valle dei villaggi non si era mai costruito. Il Re Remigio intervenne e spiegò ai suoi cortigiani che quelle erano antiche credenze, e che il futuro del villaggio era proprio nell’espansione in quella direzione, e poi non lo diceva lui ma i suoi illustri studiosi “venuti” da lontano. La gente non sapeva cosa dire e credere, era impreparata a quella proposta ma si vedeva che non era per niente contenta di quella scelta. Lo erano invece i Marchesi del villaggio nel loro castello perché molti loro possedimenti di terreno ricadevano in quelle terre pianeggianti e così i loro poderi avrebbero acquistato immenso valore mentre ora valevano poche spighe di grano. Quando si seppe tutto questo, nel villaggio si sollevò una violenta protesta e Re Remigio fu costretto a lasciare il palazzo del re ed in fretta in furia cercò riparo in un posto molto lontano trovando ospitalità sulla barca di un pescatore di gamberi un certo D’Alema che lo portò con sé.

 

 

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