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«Palazzi e monumenti alla mercé dei restauri balordi»

«Così perdiamo i tesori dell'arte»

Avviso al sindaco: «Senza vincoli, tutto è lecito»

di MAURO STEFANO

E se un giorno decidessero di buttar giù l'obelisco di San Giovanni Elemosiniere, o anche solo di restaurare,  magari in stile tardo XX secolo, l'orologio con il relativo sedile di piazza Diaz? Malgrado l'assurdità di tali ipotesi, conviene tenere in debito conto anche queste eventualità, considerando come attualmente in tutta Casarano sono posti sotto vincolo storico e artistico soltanto 4 edifìci. Oltre la chiesa di Casaranello, i palazzi Astore, D'Elia e la facciata di palazzo De Lorenzi,  noto come il Castello, tutti gli altri monumenti, palazzi e chiese non godono, infatti, di vincolo alcuno.  Ma considerando il pessimo stato di salute in cui si trovano anche alcuni dei monumenti vincolati, come ad esempio il settecentesco palazzo Astore, oggi praticamente abbandonato al suo destino, c'è veramente  poco da stare allegri. Per il rimanente patrimonio storico architettonico della città, cioè quasi la totalità, la situazione è comunque ancora peggiore. A testimoniarlo gli episodi che hanno portato, non più di dieci  anni fa, all'abbattimento della chiesetta di San Vito in via Astore per far posto ad una imponente costruzione  moderna, nota come Palazzo Rosa, vero pugno nell'occhio, ma anche più recentemente alla distruzione della fabbrica Capozza di via Ruffano, fulgido esempio di archeologia industriale. A risollevare il pericolo del depauperamento dei beni storici, artistici e culturali esistenti in città, provvede  una segnalazione che l' architetto Giuseppe De Nuzzo ha inviato in questi giorni  all'attenzione del sindaco. «Già nel 1994 avevo indicato la necessità di  sottoporre a vincolo alcuni edifici - dice De Nuzzo - ed oggi ripropongo quell'appello anche alla luce di  alcuni, frequenti episodi di demolizione o deturpazione». Il riferimento è, oltre agli abbattimenti incauti, a quelli che l'architetto chiama "esperimenti di pulizia"  compiuti sulla frangia inferiore dell'obelisco di San Giovanni Elemosiniere ed in genere ai maldestri tentativi di restauro. Da ciò parte l'invito a porre sotto vincolo storico artistico tutta una serie di altri edifìci.  Si va dalle chiese, non solo le più note, ma anche quelle di Santa Lucia o dei Santi Medici, ai monumenti,  come quello ai Caduti, con la statua della Vittoria Alata del Brozzi, alla cosiddetta Colonna di San Giovanni, fino ai tanti palazzi del centro, quali quello De ludicibus, Camozza, De Donatis, Arditi, ed anche all'ex caserma  dei carabinieri di piazza Malta.

Non manca, infine, il riferimento alle edicole votive ed ai tanti frantoi ipogei  alcuni anche del 1500.

(Quotidiano del 5 novembre 2000)

 

per ulteriori informazioni                      http://www.pinodenuzzo.com    p.denuzzo@tin.it