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«Haltra Dimensione», la rivista curata dagli studenti diversamente abili del Bottazzi, ottiene «il premio speciale» ad Avellino

di Giancarlo Colella, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 08/06/05

 

 

Gli esperti di pedagogia la definirebbero «una buona prassi», ma per i genitori dei ragazzi diversamente abili che frequentano l'Istituto Superiore «Filippo Bottazzi» di Casarano è stato molto di più. «Un'esperienza irripetibile» l'ha definita la signora Rita Sabato, madre di una ragazza che nella vicenda ha svolto un ruolo di punta. Ma di cosa si tratta in sostanza? Qualche giorno fa un gruppo di ragazzi del «Bottazzi» ha ritirato «il premio speciale» conferito nel concorso per il miglior giornalino scolastico che l'Istituto Comprensivo di Manocalzati (Avellino) organizza da cinque anni. L'evento potrebbe passare inosservato se non fosse che i redattori di «Haltra Dimensione», la testata giornalistica del «Bottazzi», sono «ragazzi con difficoltà», come ama definirli uno di loro. L'essere riusciti a realizzare un giornalino tutto loro, cosa che in un istituto con 1.200 ragazzi «i normodotati» non sono riusciti a fare, aveva provocato nei ragazzi diversamente abili una esplosione dell'autostima, elemento fondamentale per affrontare e risolvere le difficoltà di qualunque genere. La cosa aveva avuto già una grande risonanza, tanto che Canale 5 aveva realizzato un servizio per il suo tg. Con «Haltra Dimensione» i docenti di sostegno del Bottazzi avevano deciso di partecipare al concorso giornalistico di Manocalzati, senza alcuna ambizione ma con l'obiettivo di avere un pretesto per portare questi ragazzi, che spesso si autoescludono dalle gite scolastiche, in viaggio lontano dal contesto abituale e magari lontano anche dai genitori iperprotettivi. «Una grossa sfida», come oggi sottolineano i docenti, «un azzardo per alcuni aspetti». Ma spesso il coraggio viene premiato e così è stato in questo caso. In occasione della cerimonia di premiazione a Manocalzati le scuole partecipanti (2.600 studenti provenienti da scuole di tutt'Italia) potevano presentare uno spettacolino di 15 minuti di folklore della regione di provenienza. E così il «Bottazzi» ha portato «la pizzica» tra le migliaia di studenti di tutt'Italia ottenendo un risultato insperabile. La formazione era composta da ragazzi diversamente abili, ragazzi normodotati e professori che hanno cantato e ballato coinvolgendo il pubblico che nel finale travolgente si è alzato in piedi applaudendo a lungo con le lacrime agli occhi. «Una esperienza irripetibile - ha dichiarato la signora Sabato - Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Ma quello che mi ha colpito di più, oltre alla integrazione perfetta tra ragazzi, diversamente abili e normodotati, è stata la carica d'affetto dei professori, l'intesa tra di loro nell'affrontare tante problematiche diverse, e la capacità di trarre dai ragazzi abilità impensabili anche dai genitori». Per la cronaca «i ragazzi del Bottazzi» hanno avuto il «premio speciale» per il giornale ed il premio per il miglior punteggio (100/100) conseguito per l'esibizione musicale e coreutica.