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A Maria Lidia Morgante, insegnante scomparsa prematuramente l'11 gennaio scorso sarà intitolato l'Istituto Comprensivo Polo 4 di via IV Novembre
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 28/05/2006

    

L’Istituto Comprensivo Polo 4 di via IV Novembre sarà intitolato all’insegnante Maria Lidia Morgante. Lo ha stabilito il Consiglio di Istituto della stessa scuola su proposta dei docenti, dei genitori e degli alunni che avevano espresso la volontà di intitolare l'Istituto Comprensivo alla “maestra Lidia”, prematuramente scomparsa l’11 gennaio scorso. Nei giorni scorsi, la giunta municipale ha espresso parere favorevole all’intitolazione della scuola. Per completare l’iter, manca solo il nulla osta dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia che, a questo punto, si ritiene scontato.

E’ raro che una scuola venga intitolata ad un insegnante dello stesso istituto; è altrettanto raro che simili decisioni vengano prese a pochi mesi dalla scomparsa. Per capire perché si è giunti a questa eccezionale decisione basterà leggere la motivazione che ha accompagnato la proposta di intitolazione; oppure guardare i disegni e leggere i teneri pensieri che i suoi alunni hanno scritto dopo la sua prematura scomparsa; o anche il ricordo delle colleghe e dei dirigenti scolastici. Tutto questo materiale è stato raccolto da Roberto Starace, marito dell’insegnate, in un libretto che sarà distribuito agli alunni e alle colleghe della signora Lidia durante il tradizionale incontro tra le scolaresche, accompagnate dalle insegnanti, e le loro famiglie a conclusione del ciclo quinquennale.

Quest’anno l’incontro è programmato per giovedì prossimo, ma inizierà nella vicina Chiesa di Casaranello dove si terrà una S. Messa (ore 18) in suffragio della maestra Lidia. Alla fine della funzione religiosa, dopo il trasferimento nella scuola, il signor Starace distribuirà l’opuscolo intitolato “Per sempre nel mio cuore”, frase estrapolata dalla lettera (“un vero testamento spirituale”, osserva il marito) che l’insegnante inviò ai suoi alunni prima dell’ultimo Natale quando era ricoverata in ospedale.

“Sembrava che quest’anno l’incontro dovesse saltare – afferma Starace – perché, per l’improvvisa scomparsa di mia moglie, sembrava che tutti i programmi fossero di colpo cancellati e privi di significato. Ma proprio in tale tragica circostanza – osserva – i ragazzi, saggiamente guidati dalle insegnanti, hanno dimostrato profondi sentimenti attraverso numerosissime manifestazioni di affetto e di partecipazione. Non potevo che tutto ciò cadesse nel silenzio”.

 

La prefazione scritta dal marito Roberto Starace, nell'opuscolo da lui realizzato, che verrà distribuito giovedi 1° giugno.

 

A conclusione di ogni ciclo quinquennale della suola primaria, una ormai consolidata tradizione vuole che le scolaresche accompagnate dagli insegnanti e alla presenza del dirigente scolastico, incontrino le loro famiglie per un momento di gioioso saluto e di simbolico passaggio.

Questo, per ragazzi che hanno completato un ciclo di studio, è senz’altro un punto d’arrivo ed un riconoscimento dei traguardi raggiunti, ma è anche un motivo di crescita e di condivisione di speranze per il loro futuro di studenti e di uomini e donne del domani.

Tutto ciò, quest’anno, sembrava che dovesse saltare perché l’improvvisa ed inaspettata scomparsa della maestra Lidia ha di colpo trasformato la gioia in mestizia e la speranza in delusione. Tutti i programmi, le prospettive, i progetti sembravano di colpo cancellati e ormai privi di significato, mentre momenti di incredulità e di disperazione si accavallavano nei giovani cuori delle due scolaresche.

Ma proprio in tragica circostanza, in quei convulsi momenti di buio totale, questi “giovanotti e signorine”, saggiamente guidati dalle altre insegnanti del modulo, hanno dimostrato di possedere profondi sentimenti, autentiche emozioni, alti e sani valori morali, attraverso numerosissime manifestazioni d’affetto e partecipazione, esternate con spontaneità e semplicità di cuore.

Non potevo lasciare che tutto ciò cadesse nel silenzio, non potevo permettere che tanta bellezza d’animo rimanesse sepolta in un cassetto; sentivo e sento che anche Lidia avrebbe voluto che questi tesori intimamente veri e autentici fossero noti a tutti.

Ho perciò raccolto in un volumetto queste composizioni: sono semplici frasi di saluto, preghiere, raccomandazioni, disegni scaturiti da giovani cuori gonfi di commozione e di amore.

Ci fanno capire che il solo compito di noi adulti è quello di seminare, con la parola e soprattutto con l’esempio, del buon seme nell’animo delle giovani generazioni, certi che questo sicuramente maturerà e produrrà frutti ricchi e capiosi.

E’ quello che Lidia ha fatto in trentadue anni d’insegnamento; è quello che Lidia ha fatto in cinquantasette anni di vita, cristianamente spesi al servizio della famiglia e della scuola.

Intere generazioni hanno attinto da lei le basilari e più importanti gemme che arricchiscono l’animo umano e lo giustificano per sempre.

A voi, giovanotti e signorine, io sono certo che l’augurio che la vostra maestra Lidia fa attraverso le mie parole è che possiate crescere con gli stessi sentimenti che avete espresso, alimentando sempre con rettitudine la vostra mente ed il vostro cuore per essere un giorno, in qualsiasi ambiente voi sarete, dei cittadini responsabili e delle persone integre.

Seguite sempre il suo esempio ed i suoi insegnamenti; siate certi che lei continuerà a guidare le vostre scelte di vita e, se la saprete ascoltare,sentirete ancora la sua voce rassicurante esortarvi sulle strade della vostra esistenza.

 

 

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno collaborato con me per la realizzazione di quest’opera: innanzitutto gli alunni delle classi V^ A e V^ B e le loro insegnanti; il direttore Giglio De Salve che, dopo aver diretto Lidia per diversi lustri, ne ha tracciato un ritratto come donna, maestra, amica; il preside Gaetano De Vito, attuale dirigente scolastico e le amiche di sempre Ada Rizzo, Teresa Zupi e Ada Pisanò, insieme con le colleghe di modulo Maria Rosaria De Micheli e Anna Maria Crusi, che hanno ricordato dei momenti significativi del loro rapporto di vita con Lidia.

Un grazie particolare a Maria Rosaria De Micheli per la solerzia con cui ha raccolto, selezionato e organizzato i lavori dei ragazzi.

Un ultimo ringraziamento, ma primo per importanza, permettetemi di farlo a mia moglie, all’unica e insostituibile donna della mia vita, per l’amore con cui ha riempito i quasi trentadue anni della mia vita matrimoniale, per i due splendidi figli che mi ha donato, per ogni attimo della sua vita che ha dedicato a me e a loro di cui sentirò sempre il profumo.

 

Roberto Starace