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Il 30 maggio 2003 presso il chiostro comunale si è concluso il Progetto Scuola – Ambiente

“RICILANDIA: L’ISOLA CHE NON C’É"

promosso da MONTECO in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Casarano, assessorato alla Pubblica Istruzione.

Il programma della manifestazione generale prevedeva:

·       una mostra dei lavori prodotti dagli alunni dei quattro Istituti comprensivi che hanno partecipato al progetto;

·       uno spettacolo conclusivo al quale l’Istituto Comprensivo Polo 4 ha partecipato con gli alunni delle quattro classi 3^, che si sono esibiti in canti relativi al suddetto progetto. Inoltre, i ragazzi delle classi 3^C – D hanno presentato la favola “Lella e Marika, le bottiglie che non volevano finire nella discarica” inventata per partecipare al progetto “SCUOLAMBIENTE LABORATORIO 1 – INVENTA UNA FAVOLA”.

Un giorno in una grande fabbrica,la Magic Plastic che produce oggetti di plastica,nascono due bottiglie di nome Lella e Marika. Tra tutte le bottiglie di plastica loro sono le più belle e le più allegre, perché non vedono l’ora di andare a vedere cosa c’è al di là di quelle mura: vogliono esplorare il mondo e andare in cerca di emozionanti avventure…

Una volta giunte al supermercato si dondolano superbe per attirare l’attenzione degli acquirenti e infatti dopo alcuni giorni, vengono acquistate da due signori diversi. Lella viene portata in una casa lussuosa e si trova al centro di una tavola riccamente imbandita. Si sente molto importante soprattutto quando gli ospiti, assetati, la prendono tra le mani per versare nei bicchieri il prezioso contenuto.

Marika, invece, viene acquistata da un contadinotto e si ritrova in una casa sommersa dal verde degli alberi e dal cinguettio festoso degli uccelli. Anche essa, soddisfatta della sorte che le è toccata, disseta fino a cedere l’ultima goccia all’omaccio bruciato dal sole.

Finita l’acqua, le due sorelline (bottiglie) in preda alla disperazione si ritrovano in viaggio verso la discarica; ma ecco che, mentre percorrono un ponte su un fiume, il conducente del camion è costretto ad una brusca e improvvisa frenata perché un bambino distratto sta attraversando il ponte.

A causa della frenata Lella e Marika cadono nel fiume e trasportate dalla corrente incontrano una loro cugina, figlia dello zio vetro:la bottiglia Smeriglia che esclama:”Per noi è finita! La corrente ci porterà in mare e nessuno dei nostri parenti avrà più nostre notizie! Saremo accusati dagli uomini di aver inquinato l’ambiente”:

Le bottiglie cominciano a piangere disperatamente e più avanti incontrano una vecchia amica di Marika: la lattina Gina, tutte e due erano state sulla tavola del contadinotto ; sono contente di rivedersi, ma preoccupate per il loro destino. Tutte insieme proseguono il viaggio e incontrano Marta, la carta di un vecchio quaderno, ma non fanno nemmeno in tempo a presentarsi che la corrente sempre più forte le scaraventa tutte quante in mare. Sono in balia delle onde, sbattono di qua e di là, non riescono nemmeno a parlare e motoscafi velocissimi passano accanto a loro ignorandole.

Un vento improvviso increspa il mare, le onde diventano sempre più alte, le nostre amiche cercano di stare unite, ma si scatena una terribile tempesta e perdono i sensi per la paura. Quando si svegliano si ritrovano tutte insieme sulla spiaggia; intorno a loro tanti bambini che le guardano e che le portano poi negli appositi contenitori per la raccolta differenziata.

Poco dopo, le protagoniste della nostra storia si ritrovano, preoccupate, nuovamente in viaggio e s’interrogano sul destino che le attende…

Ma ecco che, mentre il camion che le trasporta percorre un tratto di strada all’interno di una fitta boscaglia, una coltre di densa nebbia ricopre tutta la zona. L’autista non riesce più a vedere la via da seguire e ha quindi paura di perdere l’orientamento; ad un tratto però, proprio davanti a lui, appare una luce traballante che sembra essere il fanale di un altro camion. Non avendo altra scelta, decide di seguirla.

Trascorrono ore interminabili, oramai il conducente, vinto dalla stanchezza, sta per chiudere gli occhi, quando la sua attenzione viene attirata da voci concitate provenienti dal cassone: “ Chissà che fine faremo!” si lamenta Marika. “ Eravamo così felici prima!” aggiunge la sorella.

“Zitte voi! Sgrunt! Smettetela di piagnucolare! Non sapete che la plastica non si distrugge mai?” tuona con voce seccata un grosso contenitore di ammorbidente.

“Taci grassone!” esclama Lella “Voglio proprio vedere cosa dirai quando saremo abbandonati nei campi e nella tua pancia vivrà una famiglia di rospi!”

Nel bel mezzo di questa discussione si ode una voce squillante che li rassicura: “Non temete, non sarà così! Io sono la Fata Ecologina e vi aiuterò!”

All’improvviso l’autista vede la luce che lo precede trasformarsi in una figura femminile che, con un gesto della mano, squarcia la nebbia e fa apparire un sole splendente.

Con suo immenso stupore, il conducente si ritrova in un paese costruito interamente in plastica variopinta; un cartello ne indica il nome: “PLASTILANDIA”.

Immediatamente un gruppo di persone scarica il camion e porta i rifiuti di plastica nel “laboratorio della Fata Ecologina” dove ogni oggetto, con una “formula magica”, viene trasformato in un altro ugualmente utile.

Le nostre due amiche vengono così riciclate: Lella diventa una bella panchina verde e viene collocata in un parco dove si diverte molto a veder giocare i bambini, ma la cosa che la rende più felice è avere accanto sua sorella; Marika infatti è diventata un cestino rosso per i rifiuti.

Assieme ripensano ancora ai loro amici e li immaginano felici e contenti a loro volta: Gina sarà forse diventata una bella pentola, Marta sarà la carta di un bel quaderno nuovo, contenta della sua “abbronzatura”e felice perché appartiene ad un bambino ordinato che la tratta con cura.

Lella e Marika, ormai serene, esclamano con soddisfazione: “Lieto fine ha avuto quest’avventura, qui la natura è verde e pura. Quindi, bambini, è bene imparare a differenziare per non più inquinare”.

 

 

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