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INTER HOMINES ESSE

di Marcella Borgia, Casarano 18/09/04

marcellaborgia@yahoo.it

 

Lo scenario politico Casaranese e’ ormai aperto da tre mesi e quotidianamente ci mostra la portata e la complessità dei suoi problemi.

Per il momento non mi sembra vedere risposte globali per il nuovo, non mi sembra vedere architetti sociali capaci di disegnare lo sfondo.

Guardando avanti, vedo un divenire che indossa le vesti della caducità e della fragilità, mutuando una frase di Vico "cicli e ricicli storici".

Mi chiedo in che modo le nostre vite potrebbero cambiare.

Platone asseriva che : "tutti gli uomini dotati di logos(e persino uno schiavo ignorante), se opportunamente guidati, possono raggiungere conoscenze certe.

Si ottiene così una verità che è, soggettivamente, un punto d’arrivo, sempre provvisorio, ma che ha la propria oggettività, extra-territoriale rispetto alle diverse culture e ai punti di vista individuali.

La verità suprema è come il sole, che non si può guardare a lungo senza perdere la vista.

Ma la ragione che la contempla, anche nei suoi riflessi, diventa comunque la patria di tutti, la tradizione condivisa dell’umanità".

Certo Platone dava per scontato che tutti fossero dotati di logos e di un possibile agire comunicativo.

Purtroppo accade che quando le distanze tra i dialoganti o tra i contendenti si dimostrano incommensurabili, succede spesso che chi convince non vince e chi vince non convince.

Si ricorre allora alla manipolazione più o meno mascherata.

In tali realtà futuriste, dove- secondo un’espressione di Marx-" tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria", una volta infrante le norme morali deducibili dai valori assoluti, si possono ancora mantenere forme di condotta largamente condivise e relativamente stabili?

Se si guarda ai comportamenri effettivi delle persone, sembra proprio di no.

Nozick definisce tali comportamenti "non-binding commitments" : uomini che non compiono mai scelte motivate da ragioni che abbiano un peso specifico oggettivo, ma uomini che di volta in volta modificano le proprie decisioni passate, in modo da non sentirsi mai vincolati a esse.

Ciò implica che, accanto alla coerenza anche il senso di responsabilità si affievolisce.

L’etica della coerenza e della responsabilità si diluiscono in favore di un cambiamento delle preferenze individuali.

E’ come assistere a due realtà di uomini:L’individuo dall’identità forte e durevole, costruita in acciaio e cemento e l’individuo dall’identità di plastica, mobile, cancellabile e riciclabile come un video-tape. Due contrastanti e simultanee linee di forza.

Di fronte al temuto dilagare dei non-binding commitments, viene sempre più spesso invocato l’obbligo per ciascuno di sentirsi personalmente impegnato a combattere tali identità provvisorie, cangevoli e fluttuanti e di unirsi in un progetto comune, in cui l’identità diventi in loro costruzione, previsione e tragitto.

Non dimentichiamo che, se da una parte è compito dello stato, come promulgato dall’art.2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali, dall’altra si richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Un società a servizio dell’uomo e persone e associazioni, soggetti attivi, a servizio della società che sa coltivare l’uomo perché abbia pari coscienza dei suoi diritti e dei suoi doveri nei riguardi della società nella quale vive e opera.

Non possiamo che sottoscrivere l’urgenza di questa scommessa, la quale, oltre che politica, è anche culturale.