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PROVO AMMIRAZIONE PER TE POETA

di Giorgio Greco, 17/02/05

greco.giorg@tiscali.it

 

Riesci a vedere un uccello che cerca sollievo e muove l’aria intorno di un’estate infocata e quasi senza vita. Passeggi sulle spiagge del mare d’inverno e scorgi lontano il suo orizzonte blu. Arrivi là dove gli altri non intendono ed è piacevole anche ciò che ritieni insignificante.
Spesso pensi che questa non è vita che vivere si vuole e c’è il vuoto intorno a te. Spesso pensi al vuoto che si rialza, e cammina, e trova qualcosa che forse lo riempie, qualcosa che tu non conosci.
E ti chiedi se è la vita che passa dritta e non ti vede e non ti ascolta, e chiacchiera col tempo, a ricordarti quanto sia sottile ciò che divide il sole dalla luna.
E quando pensi che la tua poesia debba essere riproposta, rivista e corretta....migliorata, proprio allora essa va letta e riletta e letta ancora e commentata.
Il cuore tuo e la mente costruiscono collane luccicanti, e quando ti leggo rimango incantato, e non mi viene il fiato ... e non so dirti proprio cosa provo.
Non è mai sicuro il rifugio delle belle poesie che prima o poi qualcuno lo trova. Ed io adoro la notte, una dolce poesia, ti adoro, poeta, interessante creatura.
Se i gatti sapessero leggere ti invidierebbero in terra per come sai scrivere. E mai invano semini, perchè c’è sempre qualcuno che ti passa accanto e ti raccoglie e si addolcisce il palato.
E quando c’è di mezzo il silenzio del mare e il cielo, mi soffermo e più a trovar pace.
La tua è una vita di cui non conosci l’inizio, non conosci la fine! Una vita che non ti basta e vivi guardando le stelle oltre le stelle.
Tante volte hai lacrime di dolore che sono dono di Dio e guai a trattenerle. Se potessi ti darei anche le mie, che mi farebbe bene. Inseguirei la tua poesia chiusa in una bottiglia di vetro a bordo di un pezzo di legno in mezzo al mare.
E quando cerchi le chiavi dell’amore ti accorgi che non sono di questo mondo. Tanti cuori amici desiderano che tu tolga quella corona di spine e stendono davanti a te pregiata porpora.
E spesso mi chiedo se io sappia leggerti almeno un grammo visto che quello che offri vale peso d’oro. Perfino d’inverno fai fiorire le rose in pieno campo. Hai un’originalità originale che ogni volta è tutta da scoprire. Tu sai scrivere davvero, poeta, e mi piaci. Hai il desiderio dell’eternità che è antico quanto l’uomo e tale rimarrà fino alla fine dei tempi. I tuoi versi scorrono leggeri dentro di me e mi riempiono, a sazietà e, se potessi, li farei girare in tutte le scuole del mondo a nutrire le nuove generazioni.
E per questo ti dico grazie, un grazie particolare che riempie il mio cuore di gioia e che, fino a quando il dì non muore, null’altro mi fa desiderare.
Coraggio amico mio che sei ancora giovane! Coraggio! Vedrai che a cento anni avrai fatto il callo delle delusioni della vita.
E mentre le altre belle creature commentano il tuo stato, con incoraggiamenti, abbracci, inviti a continuare, tu, proprio perché sei una di loro, senti maggiormente la solitudine.
Tra le mie cose più belle ci metto volentieri la tua dedica. Tanti mi passano accanto ogni giorno e non si accorgono neanche mentre tu, di passaggio, mi regali i tuoi bei versi.
Un lavoro pregiato, il tuo!
I miei passi calcano per intero i tuoi passi, i miei occhi sono sazi delle perle uscite dai tuoi occhi.
Esse sono immense, impeccabili, immortali nei minimi segni anche invisibili.
Ti domandi spesso se esiste qualcuno che ha trovato Dio. Non è forse credente colui che lo cerca, come fai tu, nei tuoi bellissimi versi?
Corri poeta, corri anche nella fitta nebbia, insegui la sua linea bianca e non fermarti, mai.
Le tue poesie mi emozionano profondamente e ci sono momenti in cui mi fai sentire solo, mi manca il fiato ed ho paura.
Che il Signore ti dia la forza... che la forza ti dia il Signore.
E ti bastano davvero poche parole per rappresentare perfettamente anche il dolore dell’universo, per il sacrificio che Gesù compie sulla croce, nelle stelle che piangono quasi a ritirare il loro splendore nella notte del tradimento, in segno di protesta.