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Beni culturali: scarsa attenzione di cittadini e forze politiche locali.  
Di Federico Lubello,  Ancona  15/10/2005

   federlub@libero.it

 

‹‹Sarei pronto a riscrivere la storia, che risulta assai lacunosa e con considerazioni errate››. Con queste  parole, Stefano Cortese, giovane ricercatore di Melissano appartenente al gruppo di ricerca della cooperativa ( in chiusura ) Lytos, attivo nella vita casaranese con diverse collaborazioni ( è guida turistica al presepe e ha catalogato il museo della civiltà contadina) , si riferisce alla storica Chiesa di S. Maria della Croce sita in Casaranello, la parte più antica di Casarano.

Tali dichiarazioni si riferiscono alle scoperte portate alla luce dallo stesso Cortese circa un anno e mezzo fa, quando dopo sei mesi di lunghe e attente analisi sugli affreschi che abbelliscono le pareti interne della Chiesa bizantina, si accorge  che i Santi decoranti l’abside sinistro non sarebbero S. Giorgio e S. Demetrio, bensì S. Nicola e S. Demetrio. Inoltre, un’altra scoperta sarebbe relativa ad un affresco presente sulla parete destra dell’abside. Si tratterebbe, infatti, di un modello bizantino conosciuto come “Cristo Nymphos”, tradotto “Sposo della Chiesa”, e non del “Battesimo di Cristo” o del “Cristo risorto”.

Tali scoperte di rilevante portata,  rese note anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 24/02/2004, porterebbero alla revisione della storia artistico-culturale della “perla”  casaranese.  Storia la quale, però, non sembra suscitare particolare interesse di opinione pubblica e, in particolar modo,  di  amministrazione comunale visto il modo “freddo e poco entusiasmante” con il quale hanno sostenuto il giovane nel prosieguo delle sue ricerche, un’ amministrazione che -dice Cortese- ‹‹in manifestazioni pubbliche mi ringrazia e si congratula ma che, di fatto, non mi appoggia mai››.

Ma diversi sarebbero i problemi legati alla storica Chiesa bizantina. Un esempio le lamentele dei turisti per la non facile reperibilità dei depliants; ed errori di natura “tecnica” riportati sugli stessi ( gli opuscoli stampati per il 2005 riportavano fedelmente gli errori degli anni precedenti, tra i quali: la concezione della chiesa ad una sola navata piuttosto che a tre navate e quelli relativi ai santi Giorgio e Demetrio ). Non solo, cartoline fai-da-te rilasciate ai turisti e l’incasso delle relative vendite a non- si- sa- bene- chi; l’evidente stato di degrado del c.d. “Lazzaretto” retrostante alla chiesetta.

Ma il problema Beni Culturali a Casarano non è una novità, e non riguarda solo la chiesa suddetta. Lo stato degli antichi palazzi ne sono un esempio tangibile. Di più. E’ lo stesso Cortese che non esita a ribadire come molti beni siano inspiegabilmente abbandonati. E alla domanda “Stefano, cosa hai fatto ancora per Casarano?”, prontamente risponde: ‹‹ per Casarano e soprattutto per la chiesa di S. Maria della Croce  ho dato l’anima, ho pronte nuove scoperte, ma pochi credono nelle mie capacità. Ho denunciato lo stato di molti beni come la necropoli medievale, la tela della Vergine Immacolata dentro la chiesa di S. Lucia, l’antico palmento, l’epigrafe romana su via Tevere, la chiesa medievale di S. Elia e tanto altro, ma purtroppo la cultura a Casarano è intesa solo come “teatro”››.