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Fisco: in Italia si tartassano finanche i bambini
di Dr. Cosimo Fracasso, Parabita 20/08/2005

    drfracasso@studiofracasso.com 

 

Dalle conclusioni presentate stamane dal Procuratore aggiunto del Tribunale dei diritti del Contribuente, Fiorentino Colucci, emerge un quadro desolante su come vengono tartassati dal fisco i bambini in Italia. Secondo Colucci, ogni anno nascono in Italia 563.000 bambini e “nel primo anno di vita ogni bambino versa al fisco per l’acquisto di beni di prima necessità in media 1.100 euro quando avrebbe dovuto versare per l’acquisto degli stessi prodotti solamente 220 euro, con un risparmio di ben 880 euro”.

In Italia, sui beni alimentari di prima necessità degli adulti, quali pane e latte, viene applicata l’IVA agevolata del 4% mentre sugli identici beni destinati ai bambini, quali biscotti o il latte in polvere o vegetale, viene applicata incredibilmente l’aliquota ordinaria del 20%.

Secondo uno studio effettuato gli alimenti per la prima infanzia, soprattutto fino al secondo anno di età, incidono per almeno il 20% sul bilancio familiare. È necessario abbassare l’Iva dal 20% al 4% su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia ed in modo particolare sul latte in polvere, sul latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti, sull’acqua purificata, sui pannolini, sulle pappe, sugli omogeneizzati, sulle creme, sui biberon, sui passeggini, sulle carrozzine, sui girelli, sui seggioloni, sui seggiolini per auto e sui box.

E’ assurdo che l’amministrazione finanziaria faccia tale discriminazione penalizzando ancora una volta le fasce più deboli della popolazione. Basterebbe una semplice risoluzione dell’Agenzia delle Entrate per rendere applicabile la stessa tassazione anche ai bambini.