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" Quello che veramente è indegno è abusare d'un uomo, come di cosa                                                           a scopo di guadagno, né stimarlo più di quello che valgono i suoi nervi e le sue forze. "
 
                                                                                                                                             Leone XIII

di Giorgio Greco, 01/03/05

greco.giorg@tiscali.it

 

 
 
 
I padroni e il minatore
 
A voi padroni di turno di quel tempo,
e d'ogni tempo,
a voi potenti rimanga la vergogna
di aver gettato l'uomo in quella fogna.
Della potenza non sapete niente
dimenticando che Onnipotente,
e non vi basterà fare preghiera,
è chi nel minatore, e nel suo figlio,
tramuta la petraia, la più nera,
in perla di poesia, fiore di giglio,
che luccica e profuma così forte,
che mai, in eterno, dico mai con piglio,
arriverete a rendergli la morte.
Ed io lo sono.
Sono figlio di chi fu minatore
e il mio grido si espande ed è tuono
che rimbomba nelle case
di chi non è re, non è imperatore.
Sì lo sono. E per sempre lo vanto.
Sono figlio di chi per lavoro
ha rischiato la vita ogni giorno,
e anche tanto,
mantenendo dell'uomo il decoro.
Non capite voi gente rapace
che colui che la pietra ha scavato
vi condanna a non avere più pace?
A suo figlio lo scettro ha donato.
Uno scettro d'inchiostro carbone
che si muove su un pezzo di foglio
ed incide dolore, emozione,
appuntito più di uno scoglio.
 
            Giorgio GRECO
   
 
" A tutti i minatori che hanno subìto il più orrendo degli abusi sul posto di lavoro "