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Islam, terrorismo e Italia

di Gabriele De Marco,  27/07/2005

    gabrieledemarco@libero.it <gabrieledemarco@libero.it>

 

Egregio Direttore,

è la stima che provo verso di Lei e verso tutti i casaranesi che mi spinge a scrivere in questo momento. Infatti, solo Lei può aiutare un ragazzo di ventisei anni,da tredici impegnato nella militanza politica nelle file della Destra, a rendere noto questo appello alla coscienza degli Italiani, sempre più silenziosi davanti ai gravi fatti che dal fatidico 11 settembre 2001 impegnano le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

L’occasione mi viene offerta dagli ultimi attentati a Sharm el Sheik che vanno ad ingrossare le liste delle vittime, italiane e non solo, di una guerra che l’Occidente ha già perso quando ha deciso di abbassare la testa davanti al fanatismo musulmano,e ciò, si badi bene, con la scusa, perché altro non è, del “show must go on”, cioè del fatto che la nostra quotidianità deve andare avanti, come se nulla stesse accadendo: per quel che mi riguarda si tratta d’indifferenza e basta.

Fra le liste dei dispersi ora leggo anche i nomi di due sorelle, Paola e Daniela Bastianutti, mie compaesane ed amiche: anch’io, come loro, sono di Casarano, paese del Salento, territorio dimenticato dai politici, e, ciò che è più grave, abbandonata a sé stessa dagli stessi cittadini, succubi delle lobby del potere sia economico che politico. Alzando lo sguardo dalla mia terra, mi accorgo,però, che mai come adesso è vero il detto “tutto il mondo è paese”, perché anche la mia amatissima Italia, maestra di civiltà e di storia per il mondo intero nei secoli passati, verte nella stessa situazione di apatia e menefreghismo che in questi anni caratterizza tutti i continenti.

Mi chiedo se è mai possibile che la coscienza del popolo italiano non si risvegli nemmeno davanti al fatto compiuto che le nostre terre stanno diventando territorio di conquista dei barbari musulmani.

Mi chiedo quante vittime dovremo ancora avere prima che questa gente venga cacciata dall’Italia.

Mi chiedo ancora per quanto tempo, alzando lo sguardo, vedrò di essere da solo nel denunciare queste tragedie prendendo parte attivamente nella lotta al terrorismo e nella difesa dell’italiano e dei suoi valori fra cui (è il caso di dire “Costituzione permettendo”)c’è quello cristiano.

In tutta quest’orgia di sangue cosa fanno i nostri politici? Manovre di sicurezza che non servono a nulla per il semplice fatto che non possiamo cacciare questa gentaglia dal nostro Paese, per non essere etichettati come razzisti. Ma sa che cosa Le dico, caro Direttore? Che non mi sento razzista nell’amare la mia gente e la mia terra e nel riaffermare i valori che da sempre ci hanno contraddistinto. E lo dico con orgoglio.

Mi si potrà obbiettare che non tutti i musulmani sono uguali, ma io quelli buoni, a parte qualche rarissimo caso, non li ho mai visti: non ho mai visto nemmeno una presa di posizione contro i loro “fratelli” assassini di persone innocenti e inermi; al contrario, li ho solo visti manifestare per aprire l’ennesima moschea al grido di “Allah è grande”, parteggiando per gli attentati di Londra e addirittura arrivando a dire che così alimentiamo il loro odio nei nostri confronti.

In tutto questo l’Europa unica trova il suo sigillo solo nel potere economico dell’euro: prova ne sia quel polpettone indigesto di quattrocento pagine della famosa Costituzione europea che parla di tutto e di niente.

Sa cosa Le dico, caro Direttore? Che sono stanco già a ventisei anni di tutta questa indifferenza mascherata da pacifismo buonista e idiota giacchè non serve più a nulla visti i risultati cui ci sta portando.

Sono stanco delle chiacchiere da bar dei nostri politici, il cui unico interesse sembra essere quello di non pestare i piedi a nessuno, e ciò solo per vigliaccheria, mentre la nostra gente muore per mano delle bestie musulmane.

Sono stanco dell’indifferenza della mia gente, che non sembra più aver interesse per nulla e che niente sembra riuscire a smuoverla.

Sono stanco, ma non mi fermerò: continuerò ad essere in prima linea nelle manifestazioni contro questa gente. Continuerò a vivere e a lavorare per svegliare la coscienza dell’opinione pubblica.

Continuerò a credere nel mio unico motto: Dio, Patria e Famiglia.

Non per propaganda politica, però, ho il dovere di ringraziare non solo Lei per lo spazio concessomi per queste brevi riflessioni (forse anche troppo brevi e dunque non adeguatamente argomentate), ma un’altra persona che risponde al nome di Alessandra Mussolini e il suo movimento Azione Sociale. Ella ha il merito di raccogliere le angosce della gente comune, recuperando quel rapporto con le persone che oggi i politici hanno dimenticato: si parte dalle persone per far del bene alle persone.La politica è società. La mia, e la nostra, Destra è sociale o non è. Ed è per me un onore stare vicino all’unica persona che è vicina alla gente in tempi in cui si parla addirittura di voto agli immigrati.

Continuerò dunque a credere fermamente nelle parole di Ezra Pound: “Se un uomo non è pronto a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.

 

P.S.: non voglio essere frainteso. Non sono razzista ma solo molto arrabbiato per l’indifferenza della gente e l’abbandono da parte delle istituzioni in questi tempi. Voi sicuramente potrete correggermi e aiutarmi a capire se sbaglio e dove. In fondo, sono solo un ragazzo di ventisei anni. Chissà quante cose devo ancora vedere, vero?