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L'inutile rincorsa

di Andrea Fresco, Casarano 01/11/2005

    andrea.fresco@infinito.it  

 

Si arricchisce di una nuova puntata l'epopea rifondarola all'attacco dell'amministrazione.
Questa volta, oggetto delle critiche dei Giovani Comunisti di Casarano, è la stagione teatrale: a causa dei prezzi esorbitanti, la cultura è negata a giovani sotto i 19 anni, giovani tra i 19 e 25 anni, inoccupati, disoccupati, disabili, ultrasessantenni e "iscritti ad associazioni operanti realmente sul territorio casaranese per lo sviluppo della cultura laica" (??). Mi stupisco che manchi il panda. Gli unici a poter frequentare la kermesse sarebbero i borghesi in grado di spendere 10 Euro a testa per vedere Barra, Paganini,Covatta, Tognazzi, Scaccia, Musi e così via. Oppure i loro figli, o i loro genitori, che possono addirittura scialacquare 5 Euro a testa.
Effettivamente non tutti possono pagare 90 Euro tutti insieme, anche se, calcolatrice alla mano i costi medi sono 12 Euro per Barra e Paganini, 10 Euro per gli altri eccezion fatta per Koreja e Crest (7,25 Euro). Tranne Barra e Paganini gli altri appuntamenti si tengono a distanza di un mese l'uno dall'altro, nonostante la crisi credo a prezzi che danno la possibilità a tutti di
racimolare le somme necessarie a frequentare gli spettacoli, ove se ne senta l'esigenza.
Non credo che siano cifre tanto esose, visto che parliamo di teatro e non di cinema. Questo per entrare nel merito di tutta questa discussione di lana caprina.
In ultima analisi ho "l'impressione" che RC cerchi sempre un pretesto per attaccare l'amministrazione e segnatamente la componente diessina, in quanto non ricordo di aver letto rivendicazioni riguardanti assessori di altre componenti politiche (o forse non ne ricordano l'esistenza in giunta, dati i continui riferimenti ad un amministrazione di (sola) sinistra), accomunati evidentemente dalla politica "dell'obolo e della carità" di cui Mastroleo, come ogni buon cattolico della Margherita, si sente portavoce. Quest'atteggiamento è confermato in questa vicenda, in cui invece di discutere nel merito, l'ormai famoso segretario di RC imperversa con una filippica sul significato delle parole di Pasolini, giusto per non lasciar cadere neanche la più piccola occasione di essere in contraddizione con un assessore DS, e grazie alla quale scopriamo che pochi euro al mese sono la diga invalicabile che impedisce "l'emancipazione culturale e sociale dei boghesi poveri che vivranno una vita che li porterà di notte a sognare quello che di giorno mai saranno", e che oggi gli over sessanta sono ricchi agiati. Oggi. Magari domani saranno dei poveracci a cui il Comune nega assistenza (o forse no: l'assessore competente è della Margherita, quindi per i rifondaroli non esiste). E adesso tremo pensando alle possibili rivendicazioni di una libertà cromatico-aromatica dei popoli oppressi dall'inconsistenza dell'offerta floricola presso le prossime aiuole sponsorizzate, con bieca lucidità
consumistico-borghese negli ingressi della nostra città. Ma forse se piantassimo solo Margherite...