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L'Islam è una religione pericolosa?

di Antonio Memmi, Casarano 12/08/2005

    antoniomemmi@libero.it  

 

L’Islam. Quante volte abbiamo, soprattutto in questo periodo, sentito pronunciare questa parola! Se ne parla ovunque; complice forse l’assenza forzata del pallone e delle vicende Inter, Milan, Juve, anche vicino ai bar più reconditi, tuttologi di ogni genere disquisiscono di Islam; se non fosse che le motivazioni ed il contesto è drammaticamente serio e tragico, verrebbe quasi voglia di occuparsene nelle pagine di costume.

Ma chi ne sa veramente qualcosa di Islam? E qual è il suo vero pericolo? Ma soprattutto è un pericolo?

Forse si. l’Islam è una religione pericolosa! So che a molti di voi cari lettori, sarà già venuta l’orticaria antirazzista, ma questa mia conclusione non guarda certo il colore della pelle di chi la professa, ha solo la presuntuosa pretesa di capire una religione (ed un pensiero) in maniera più asettica possibile.

Per l’Islam, noi siamo gli infedeli; siamo sempre stati tali, ma fortunatamente il grosso di questa fede è composto da gente religiosa si, ma che professa il proprio credo in maniera non invasiva, guardandoci magari con “cristiana” compassione avviarci verso la perdizione eterna. C’è un nucleo però, piccolo ma molto “rumoroso”, di “integralisti”, fanatici dal “cervello lavato” che, in nome di una non meglio specificata lotta agli infedeli, sono pronti ad esplodere insieme alla loro cintura di tritolo, mettendo in secondo piano affetti, parenti… la vita.

Questo non è certo Islam, ma questo nasce dall’Islam. Tutto questo nasce da predicatori che rasentano l’apologia di reato ad ogni loro “omelia” e non è vero che si nutre di ignoranza e povertà, vorrei ricordare a tutti che i terroristi del 11 settembre, quelli di Londra e chissà quanti in Italia ed in Europa, vivono qui da anni (e quindi da molto prima della guerra in Iraq), inseriti nel tessuto sociale tanto da prendere il passaporto nelle rispettive Nazioni e nonostante tutto… rifiutano la propria vita in nome di Dio. Dei martiri!

Tutto questo non è l’Islam, ma questo nasce dall’Islam. E allora alziamo la guardia, ricordo a tutti che siamo in guerra!, teniamo un po’ più d’occhio i nostri fratelli islamici, quelli che vivono accanto a noi, la parte sana di essi (ed è la più numerosa) ce ne sarà grata, aiutiamoli a capire che le religioni non si impongono, che abbiamo sbagliato noi quando chiamandoli infedeli siamo partiti crociati di rosso in nome di un conversione delle Terre Sante, ma che adesso sbagliano loro e l’applicazione di una religione che guarda al prossimo come un infedele e non come un fratello; cerchiamo di trovare il coraggio di imporre delle regole (in casa nostra) senza aver paura di doverci discolpare di un razzismo che geneticamente non ci appartiene, regole necessarie, indispensabili per noi sicuramente, ma soprattutto per i nostri figli e per un futuro che oggi sembra purtroppo molto crepuscolare.

 

 

 

14/08/05 Coloro che compiono il male sulla terra, siano essi, Africani, Americani, Asiatici, Europei non hanno timore di Dio o degli Dei ma ubbidiscono alla logica della Materia: il loro agire sbagliato dipende dall’amore sfrenato per il denaro, per gli interessi che girano intorno. Le persone umili e timorate dell’Argentina, della Tunisia, della Svezia, della Cina … sono tutti fratelli perché accomunati da un solo desiderio: quello di vivere in pace, ognuno nel proprio piccolo, professando liberamente la propria religione e rispettando gli altri. Quello che di malvagio succede in questo mondo non dipende dalla religione che un popolo professa ma dall'abbandono di quella religione per un credo diabolico e universale:  la SETE DI POTERE, antica quanto l’uomo, che nulla ha da spartire con l’amore per gli ultimi del mondo.

Giorgio Greco - greco.giorg@tiscali.it -