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Lunga vita al mio Pastore

di Giorgio Greco, 20/06/2005

 
 
La mia gioia è stata tanta alla notizia che la stragrande maggioranza degli Italiani ha disertato le urne in occasione del Referendum sulla Procreazione medicalmente assistita, facendo tesoro delle perle del caro Pastore Polacco che, fino all'ultimo respiro, ha parlato in difesa dell'uomo.
Ed auguro lunga vita a Papa Ratzinger   per aver continuato l'opera del suo predecessore, il Santo di Cracovia.
Sono onorato di averlo come Guida e sono certo che nessun'altro più di Lui ne è degno sull'intero pianeta. Gesù è il mio Pastore, il Papa è il Vicario di Cristo, il Papa è il mio Pastore.
Egli è diverso dagli altri. Quando parla si rivolge a tutti, bianchi e neri, credenti e non credenti, ricchi e poveri, potenti e non potenti. Egli non ha partito.
Il mio Pastore è dolce, non indossa la divisa della guerra. Accarezza i bambini sempre, non li maltratta. 
Egli non usa l'inganno per trascinare a sè le folle oceaniche; esse si accalcano davanti a Lui liberamente.
Egli desidera che nessuno dei suoi figli si perda, insegna e prega affinchè ognuno passi per la porta stretta da dove è difficile passare. 
Il figlio, richiamato più volte dal padre in giovane età, non comprende (ma va perdonato) e si sente quasi privato della sua libertà. Quando diventa uomo ed entra nelle difficoltà della vita si accorge che tanti "severi" insegnamenti erano giusti e ne fa tesoro.
Io sono stato figlio ed oggi che sono padre ringrazio mio padre della sua "ingombrante" presenza.
Lunga vita al mio Pastore, lunga vita a Papa Ratzinger.
 

 

26/06/05 Ho notato come facilmente Giorgio Greco abbia fatto uso e abuso delle parole di Giovanni Paolo II. Mica il Santo Padre si è mai espresso direttamente nè indirettamente sulla procreazione assistita? E poi faccio notare che si è andato a votare per "i Referendum" e non per il referendum sulla procreazione assistita. Non è una polemica la mia, ma un'osservazione e non voglio che si offenda caro sig.Greco. Lei poi si contraddice in una maniera stratosferica: dice di aver trovato qualcosa di buono negli insegnamenti "duri" dei padri del passato (e questa è una sua osservazione personale su cui io non posso intervenire), dice di pensar bene di questo papa duro anch'egli (è evidente, tutti sanno che è così) e poi abusa delle parole di Giovanni Paolo II (che non era affatto un "duro") !!! Il Grande G.P. II ha dimostrato che non servono maniere "dure" e su questo anch'io sono d'accordo e poi si ricordi: lo Stato è lo Stato e la Chiesa è la Chiesa quindi viviamo in uno Stato "LAICO" e ognuno dovrebbe fare le scelte con la propria mente e non con l'OSCURANTISMO CLERICALE!!! Io credo in Cristo e nella Scienza allo stesso tempo!

Remo Tomasi  - remoforever@libero.it -


Replica Giorgio Greco all'amico Remo

INSEGNAMENTI DI GIOVANNI PAOLO II                       
 
                                                                                                                   
                                                                                                                         " Il cristiano Karol Wojtylia è convinto che l'uomo moderno abbia smarrito
                                                                                                                          le chiavi che permettono di aprire il cassetto dentro il quale sta il libretto
                                                                                                                          di istruzioni per l'uso dell'uomo stesso. Per lui, i fratelli in umanità non
                                                                                                                          sono certo cattivi: semplicemente, sono smarriti, confusi, sbandati, plagiati
                                                                                                                          da cattivi maestri, da suggestioni ingannevoli. E questo fa sì che, sotto
                                                                                                                          apparenze vitalistiche, edonistiche, festaiole, la società moderna sia pervasa
                                                                                                                          da tentazioni necrofile, da disperazioni segrete, da infelicità profonde.
                                                                                                                          Per lui, la sola, vera risposta efficace è la riproposta convinta e appassionata
                                                                                                                          di Gesù di Nazareth, cioè di Colui che - come gli stessi vangeli dicono - sa
                                                                                                                          quel che c'è nel cuore dell'uomo. E proprio perchè lo sa, sa anche offrire il
                                                                                                                          rimedio: il quale poi, prima ancora che le sue parole, è la sua Persona stessa."  
                                                                                                                                                                                    
                                                                                                                                                                                            Vittorio MESSORI 

 

Ritengo molto importante fare partecipi gli amici di Tuttocasarano di alcuni Insegnamenti di Giovanni Paolo II tratti dal libro: GIOVANNI PAOLO II - PAROLE SULL’UOMO - a cura di Angelo MONTONATI - Prefazione di Vittorio MESSORI.

Si avanza, da parte di alcuni, il presunto "diritto al figlio sano" e si colloca la così detta "qualità della vita" come criterio dirimente perchè venga accettata la vita. Occorre riaffermare con chiarezza che ogni vita è sacra e che la esistenza di una eventuale malformazione non può costituire motivo di una condanna a morte.

La Chiesa non ha mancato d’intervenire con chiarezza e vigore per denunziare l’aborto sia come grave offesa alla legge di Dio, unico Signore della vita, sia come violazione del diritto primario e intoccabile della persona umana a esistere. Essa continuerà ad intervenire per convincere gli uomini a ricollocare alla base della società i valori morali fondamentali, senza dei quali non si può costruire una convivenza veramente civile. La civiltà, infatti, si misura innanzitutto dal rispetto e dalla promozione della vita in tutto l’arco dell’esistenza umana.

La decisione di adottare un figlio non è mai facile: essa comporta infatti l’assunzione di obblighi complessi e seri. E’ però una decisione che arricchisce la comunità. Vi esorto ad avere fiducia nel vostro compito e a confidare in Dio, il quale terrà certo presente il vostro generoso impegno verso questi bambini e saprà ricompensarlo.

Amare autenticamente, da cristiani, significa oggi tante volte andare contro corrente, essere uomini schietti che dicono male al male e bene al bene e con coraggio scelgono contro la maniera comune di far equivalere amore a sesso, validità a successo, autenticità al look o apparenza. Se volete raggiungere lo stile di amore del Cristo, preparatevi a saper anche soffrire come Lui, in compagnia di Lui.

Noi siamo stati chiamati a vivere in un’epoca che, per diversi aspetti, si richiama alle trasformazioni che contrassegnarono l’antico umanesimo. Si ripete oggi, in certo modo, lo spostarsi del polo dell’attenzione dall’Assoluto di Dio al relativo dell’uomo, con le variazioni e sfumature che vi sono ben note, e che fanno parlare di vari umanesimi. In realtà la vera linea di demarcazione è univoca, ha un’identità ben precisa. E’ l’ateismo teorico e pratico il quale, con le sue variegate ramificazioni, promette un regnum hominis in contrapposizione o in concorrenza con il regnum Dei. E perciò oggi, molti uomini di pensiero, anche non incamminati sulla strada della Rivelazione, avvertono con preoccupazione che la proscrizione di Dio comporta un fatale oscuramento della verità e della dignità dell’uomo, e quindi un incessante declino della nostra civiltà. 

Nel campo della vita umana, tutti conoscono i mirabili progressi della biologia e della bioingegneria, ma sono noti parimenti i pericoli di operazioni troppo ardite, che comportano forme inaccettabili di manipolazione e di alterazione. Come sapete, io stesso in varie occasioni ho richiamato l’urgenza e il dovere di procedere in materia tanto delicata con la massima cautela: il che vuol dire – senza imporre mortificanti limiti alla ricerca – rispetto alle leggi supreme della natura e della vita, adeguamento in ciascuna fase della ricerca alle esigenze derivanti dalla dignità della persona. Vuol dire, in una parola, senso di responsabilità.

La Chiesa condanna come grave offesa della dignità umana e della giustizia tutte quelle attività dei governi o di altre autorità pubbliche, che tentano di limitare in qualsiasi modo la libertà dei coniugi nel decidere di avere figli. Di conseguenza, qualsiasi violenza esercitata da tali autorità in favore della contraccezione e, peggio ancora, della sterilizzazione e dell’aborto procurato è del tutto da condannare e da respingere con forza.

Ridare forza alla voce della coscienza, questa è la prima e fondamentale esigenza per realizzare una vera crescita umana. E questo è anche il contributo principale che potete e dovete recare al mondo. La storia non è fatta solo con gli avvenimenti esteriori: essa è scritta prima di tutto dal di dentro: è la storia delle coscienze umane, delle vittorie o delle sconfitte morali. Il progresso dell’umanità non si misura tanto in termini di conquiste tecnologiche quanto piuttosto col metro della sensibilità morale raggiunta dai suoi componenti.

Uno dei più gravi rischi, ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra scienza e morale, tra le possibilità offerte da una tecnologia proiettata verso traguardi sempre più stupefacenti e le norme etiche emergenti da una natura sempre più trascurata. E’ necessario che tutte le persone responsabili siano concordi nell’affermare la priorità dell’etica sulla tecnica, il primato della persona sulle cose, la superiorità dello spirito sulla materia. Solo a questa condizione il progresso scientifico, che per tanti suoi aspetti ci entusiasma, non si trasformerà in una sorta di moderno Moloch che divora gli incauti suoi adepti. 

Ora, è necessario ribadire con tutta fermezza che niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo. Si tratta, infatti, di una violazione della legge divina, di una offesa alla dignità della persona umana, di un crimine contro la vita, di un attentato contro l’umanità. 

L'uomo contemporaneo non adora più gli "idoli" come facevano gli antichi pagani. Oggi invece l'uomo fa un'altra cosa con quel profondissimo bisogno del suo essere umano - col bisogno di "trascendenza" (come oggi spesso si usa dire). E seppure non sostituisce materialmente il Dio vero con un "vitello di metallo fuso" - vi è qualche altro "idolo" contemporaneo, che ingoia le energie più profonde della sua anima. Spesso questi "idoli" contemporanei sono di natura sottile, collegati col progresso del pensiero, con la raffinatezza delle propensioni umane, con lo stile della civilizzazione che esalta un programma di vita che faccia a meno di Dio: così come se Egli non esistesse.

Purtroppo, ci sono nel mondo contemporaneo delle culture che impongono il "silenzio" su Dio e su tutto ciò che si riannoda a Lui o addirittura rifiutano qualsiasi tipo di "discorso" sull'argomento; delle forme povere di "laicità" che, pur non negando espressamente Dio e il mondo del sacro, Lo mettono tra parentesi e Lo escludono di fatto dal circuito vivo della cultura umana; delle correnti di pensiero talmente perse nel frammentarismo delle "cose terrene" da essere incapaci di formulare domande sul significato dell'uomo, della vita, sul valore stesso delle cose.

Il progresso scientifico e tecnologico ha reso l'uomo apparentemente padrone del mondo materiale. L'esperienza mostra, purtroppo, che non si tratta di un dominio scientifico neutro, come alcuni hanno pensato. L'uomo moderno, infatti, è tentato di considerare ogni cosa come un oggetto manipolabile ed ha finito spesso per porre tra gli oggetti manipolabili anche se stesso. Questa è la grande minaccia dell'epoca nostra! La verità è che lo sviluppo tecnologico, caratteristico del nostro tempo, soffre di un'ambivalenza di fondo: mentre, da una parte, consente all'uomo di prendere in mano il proprio destino, lo espone, dall'altra, alla tentazione di andare oltre i limiti di un ragionevole dominio sulla natura, mettendo a repentaglio la stessa sopravvivenza e l'integrità della persona umana. Si consideri, per restare nell'ambito della biologia e della medicina, l'implicita pericolosità che al diritto dell'uomo alla vita deriva dalle stesse scoperte nel campo della inseminazione artificiale, del controllo delle nascite e della fertilità, della ibernazione e della "morte ritardata", dell'ingegneria genetica, dei farmaci della psiche, dei trapianti d'organo, ecc. Certo, la conoscenza scientifica ha le proprie leggi, alle quali attenersi. Essa tuttavia deve pure riconoscere, soprattutto in medicina, un limite invalicabile nel rispetto della persona e nella tutela del suo diritto a vivere in modo degno di un essere umano. Se un nuovo metodo di indagine, ad esempio, lede o rischia di ledere questo diritto, non è da considerare lecito solo perchè accresce le nostre conoscenze. La scienza, infatti, non è il valore più alto, al quale tutti gli altri debbano essere subordinati. Più in alto, nella graduatoria dei valori, sta appunto il diritto personale dell'individuo alla vita fisica e spirituale, alla sua integrità psichica e funzionale. La Chiesa concepisce e incoraggia il progresso solo se condizionato ad un "continuo ritorno alle fonti di ogni forma di vita cristiana e allo spirito primitivo degli istituti". 

E' evidente che una cultura costruita sul sottinteso dell'uomo padrone dell'uomo non può che rendere fragile e precaria qualsiasi fondazione dei diritti umani. E se tale cultura dovesse diventare quella dominante, il futuro dell'umanità sarebbe seriamente minacciato. Purtroppo segnali di tale futuro sono già visibili nell'aborto legalizzato, nell'eutanasia, nelle manipolazioni genetiche, nella sperimentazione su embrioni umani nella fecondazione in vitro, nella violenza fisica, ritenuta mezzo legittimo di lotta. Questo dice quanto sia necessario ed urgente riproporre i valori della cultura cristiana la quale afferma che l'uomo è creatura pensata, voluta da Dio; che Dio e non l'uomo è la fonte e la misura del bene; che esiste un ordine morale, che trascende l'uomo.

Non credete che negli esperimenti che si conducono sull'uomo, esperimenti che contraddicono la sua dignità, nell'atteggiamento mentale di molti verso l'aborto e l'eutanasia si esprima una preoccupante perdita del rispetto della vita?

Mi appello a voi, agli uomini e alle donne di scienza dovunque si trovino, affinchè cerchino modi per applicare la loro ricerca in modo tale da rispettare la dignità personale, le legittime libertà e le convinzioni morali e religiose di uomini e di donne dovunque.

 

I testi pubblicati sul libro sono stati fedelmente ripresi dai volumi “ Insegnamenti di Giovanni Paolo II ”, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano dal 1978 al 1993 e, per quanto riguarda il 1994, dai Bollettini Ufficiali della Sala Stampa della Santa Sede.