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Piazza Diaz: un'agonia interminabile
Di Francesco De Matteis,  Casarano  19/10/2005

   francesco.dematteis@email.it 

 

Giorni fa, passando dalla nostra amata piazza Armando Diaz,finalmente ho potuto constatare di persona il lavoro che stato fatto per il recupero dell'antico basolato.
Sinceramente, devo dire che sono rimasto sconvolto da cotanta superficialita', con il quale, non solo si intrapreso il lavoro, ma anche e soprattutto, per il modo con il quale lo si portato al termine.
Dopo tanto clamore, dopo tanti annunci nonch teatrini di basso livello ci si aspettava "legittimamente" una piazza degna di esser chiamata con questo nome, ed invece, ci stato consegnato uno scempio senza precedenti, frutto non si sa di cosa; ma questo spero ce lo spieghino i nostri amministratori.
Vorrei capire "il sapiente lavoro" che stato fatto al nostro basolato, dato che non riesco a trovare nessuna miglioria rispetto al passato e chi vi parla sara' pure un profano in materia, ma certamente, ha visto un basolato riportato alla sua bellezza iniziale.
Mi sforzo ma non riesco a vedere nella nostra bellissima piazza cio' che stato fatto in tante piazze in maniera seria e sapiente e la cosa piu' grave che si sono sprecati tanti e tanti mesi, per non parlare del danno che stato fatto a tutti i commercianti di piazza Ddiaz, i quali si son dovuti inventare card, offerte e convenzioni varie per attrarre la gente in quella cava di terra e di pietre per poi vedere questo risultato che sotto gli occhi di tutti.
Ormai, le mie gia' poche speranze dopo altri scempi, come la villa comunale diventata una massa informe di cemento, sono diventate nulle.
Ma che male abbiamo fatto noi casaranesi per meritare tutto cio'? qual' stata la nostra colpa per avere una piazza che, tra l'altro, adesso verra' chiusa nei wee-kend, come fosse un capolavoro da salvaguardare dopo i "grandi e sapienti lavori"?
Spero solo che i responsabili di questa vicenda abbiano il buon senso di non creare, ora, danni su danni e di dare, inoltre, una risposta alla popolazione casaranese, la merita.