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CARISSIMI AMICI

di Pino Montedoro, Casarano 16/05/05

 

Carissimi amici,

noto con piacere che da un mio " articolo" dal titolo " LA FURBIZIA DELLA IENA " è nato un "forum" di discussione a tre, anzi a quattro visto che mi accingo a dire la mia anch'io.

Dal momento che la mia intenzione era quella di sollevare un polverone sulla vicenda Nobilacc,  in un certo senso mi complimento per aver centrato l'obiettivo .

Non immaginavo che la questione sfociasse in una serie di " je accuse " se pure in maniera  piuttosto " soft " tra colleghi.

Faccio una piccola riflessione personale su quello che penso del giornalismo d'inchiesta e del mestiere del giornalista in genere, anche se capisco bene che tutto questo non ha nulla a che vedere con il mio caso personale.

Sono al corrente del fatto che il mio amico Enzo Schiavano non è un giornalista iscritto all'albo;  francamente, per quanto mi riguarda,  e' un dato del tutto irrilevante, dal momento che quando scrive lo fa in modo corretto e "professionale" ed espone i fatti in maniera chiara e comprensibile al grande pubblico,  qualita' che non sempre riscontro in giornalisti di professione magari iscritti a questo "prestigioso" albo e che magari scrivono per testate ben più rinomate del "Quotidiano di Lecce".

Secondo il mio modestissimo punto di vista non è certamente attraverso un’ iscrizione all’albo dei giornalisti acquisire il diritto di poter scrivere ;   ma chiunque abbia un bagaglio culturale di discreto livello ed una predisposizione " all' arte di scrivere "  in modo lessicalmente e grammaticalmente accettabile e senza grandi strafalcioni.

Prendete ad esempio Eugenio ed Emilio la Jena, rimanendo nel nostro "piccolo orticello" di tuttocasarano: cos' ha  piu' di loro un gionalista professionista ? entrambi scrivono ed argomentano come dei professionisti, senza tanti sforzi.

Ho fatto tutti questi esempi per riallacciarmi, adesso, al mio caso.

Enzo Schiavano pur non essendo "gionalista di professione", di fatto  ne svolge, a mio avviso egregiamente, tutte le funzioni.

Ha fatto pubblicare sul quotidiano la mia vicenda, andando incontro a non pochi problemi come per esempio l’ira di alcuni personaggi politici, all'epoca "vicini" all'azienda chiamata in causa, e le critiche di alcuni  amministratori.

Non si è fatto intimidire ed è andato avanti per la sua strada ! semplicemente lodevole.

Ha fatto quello che un " professionista " al posto suo avrebbe dovuto fare senza tanti indugi " d'ufficio" e quindi mi sento di dire con tutta onesta' che reputo professionista chi lo dimostra con i fatti  e non chi lo è "sulla carta". 

Smentisco, pertanto,  l'intervento della Jena , poiche',  non ricorda oppure non ha letto  che qualcosa è stata fatta a suo tempo,da un "non professionista", peraltro neanche retribuito.

Detto questo so perfettamente che Enzo Schiavano non ha risolto  il mio problema, ma da allora qualcosa si e' mosso.

Non spetta a voi risolvere queste questioni ne, tantomeno, la Jena doveva sentirsi in dovere di farlo, peraltro la mia onesta' intellettuale mi da la consapevolezza  che non e' un atto dovuto nei miei confronti.

Qualcosa pero' si e' mosso in questa settimana : vedete ? stiamo qui a parlarne!

Il compito del giornalista è quello di andare alla ricerca della verita’ , raccontando i fatti e perche’ no, traendo anche le conclusioni, altrimenti, come dice Danilo Lupo, tutto si riduce ad una telescrivente.

Quello che potreste fare è dare uno scossone alle coscienze dell'opinione pubblica, agli amministratori che sanno e non si pronunciano, in quanto la materia è scottante .

 

Ad esempio il sig. Paolo Nobili, uno dei titolari della ditta Nobilacc, mi ha confidato alcuni giorni fa, dopo essersi lamentato del mio intervento su tuttocasarano,  che l'azienda ha difficoltà ad accedere ai finanziamenti necessari per il trasferimento sulla zona industriale.

Su questo dovreste indagare ! come mai un' azienda, alla quale e' stato dato l'  "out out "per allontanarsi da una zona che sul nuovo piano regolatore è considerata residenziale e non piu’ artigianale come 20 anni fa , non viene agevolata a livello burocratico per accedere a questi benedetti finanziamenti ? 

La legge da una parte stabilisce che non puoi svolgere l'attivita' dove sei ora, dall'altra ti mette una serie di paletti burocratici che ti impediscono di accedere ai finanziamenti per trasferire  l'attivita' nelle zone preposte come la zona industriale di Casarano.

Vi sembra sensato ?  Se questo fosse vero ne deduco che in un periodo di "vacche magre" come quello attuale, dove precarieta' e disoccupazione la fanno da padrone, anzicche' incentivare e incoraggiare la piccola e media imprenditoria  la affossiamo dietro "il muro di gomma" della burocrazia !

O forse è proprio vero che " la verita' sta nel mezzo ".

Non posso mettere la mano sul fuoco sulle argomentazioni del sig. Paolo Nobili ,  posso solo fidarmi di quello che mi ha riferito, del resto perche' non credergli ?

Resta un dato pero': non credo sia un atto criminale nei confronti di nessuno " indagare "  a 360 gradi andando alla ricerca di questa verita' che non pretendo alberghi nelle mie tasche, ma in quelle di qualche burocrate sicuramente. Solo cosi' forse si potra' risolvere questa spinosa questione, sollevaldola e tenendola sempre viva.

Un cordiale ed affettuoso saluto a tutti voi.