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FESTE E FUOCHI FATUI

 

di Marcella Borgia, Casarano 18/05/05

 

 

Il dibattito politico è una forma di discorso che si avvale di argomentazioni critiche, si colloca entro uno spazio pubblico e presuppone l’attivazione della cittadinanza.

In tale dibattito il partecipante si rapporta alla Città nei termini dell’appartenenza, in primis come cittadino e poi come rappresentante politico.

In tutto ciò vi è vero confronto politico!!!

Il non confronto è sempre indice di vuoto di sapere!!!

Vero è che esiste la libertà di scelta se confrontarsi o meno; ma è anche vero che esiste la libertà di scegliere il modo di confrontarsi.

La filosofia politica rimprovera spesso al politico la presunzione di sapere scegliere i mezzi ignorando però i fini a cui indirizzare la propria azione ed a partire da questa critica la filosofia si è impegnata nella definizione dei fini della convivenza associata.

Questo è anche il fine verso cui molte associazioni tendono.

Spostare un dibattito pubblico dalla validità del politico piano ideale a quello dell’efficacia delle norme, è come passare dall’ideale democratico a quello normativo-autoritario.

Mi spiego meglio usando una metafora: “ Prima la festa…poi i fuochi d’artificio?” o “Prima i fuochi d’artificio…poi la festa?”.

Tempo fa invitata ad un matrimonio di amici, mi capitò di assistere alla fine della cerimonia conviviale, di essere deliziata dai fuochi d’artificio che gli sposi avevano voluto per festeggiare in modo plateale il loro contratto civile e religioso, cioè il matrimonio.

Si sa che il contratto prevede sempre un accordo tra  due o più persone per costituire, regolare, un rapporto espresso o tacito tra singoli.

Nell’episodio precedentemente raccontato, suggellare un contratto o unione con una festa ed in fine i fuochi d’artificio risultò coerente.

Allora ho capito: “ Prima la festa…poi i fuochi d’artificio”, poiché i due contraenti avevano liberamente scelto di costituire una cellula sociale, quale la famiglia, normata secondo il codice civile da diritti e doveri, con un impegno ed un fine preciso, il rispetto degli stessi.

Quindi avanzo una riflessione: in un dibattito politico in cui si decidesse a priori “Prima la festa…poi i fuochi d’artificio” significherebbe scegliere un patto sociale politico, ovvero un gruppo di potere locale, che esercita legittimamente e durevolmente il monopolio politico della coercizione sui suoi partecipanti o associati.

Preferisco a questo punto “Prima i fuochi d’artificio…poi la festa”, ovvero una pluralità d’intenti politici finalizzata al Bonum Comune, cioè al vivere bene nella comunità.

Questa naturalmente è la mia personale opinione.

Vero è che, invitare è legittimo, rispondere è cortesia!

Ma la risposta è sempre coerente all’invito ricevuto, non a ciò che l’invitato avrebbe voluto fosse la festa e gli invitati alla stessa!!!!