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MEDIDATE GENTE...

Casarano, 24/06/04

mastrogandalf@yahoo.it

 

E' da giorni ormai, che lo ripeto ai miei amici che si autocongratulano: il paese è spaccato e non vi è un vero triofatore.
A Casarano "tappandosi il naso" (e qualcos' altro e non penso alle orecchie......) hanno rieletto Venuti, ma i DS quanto contano veramente senza l'Ulivo (dis-Unito)??
Nonostante le constatazioni ed i dati palesi, i vincitori del giugno ' 04 (tappandosi le orecchie in questo caso....), mi hanno più volte deriso con sprezzante sufficienza per gli appunti che, dati alla mano, avevo mosso.
Ora, se non crederanno a me, umile vocina fuori dal coro casaranese, si confrontassero (stappandosi orecchie e occhi) con Giovanni Sartori uno dei nostri più illustri politologi ed esperto a livello internazionale di sistemi elettorali.
 
P.S.
Per chi tacciasse Sartori di fascismo (come si usa per eludere velocemente il discorso quando diventa serio e scomodo), si ricordi che il Professore in questione, durante un confronto con gli studenti negli anni '70 all' Università di Firenze, dopo essere stato insultato gratuitamente disse: " ragazzi, se dobbiamo parlare di politica va bene, ma al prossimo che mi da del fascista, interrompo e lo prendo a schiaffi.....".
Nel mio piccolo, la cosa vale anche per me.
 
                                                                                  Gandalf

dal Corriere della Sera del 23/06/04

LA SINISTRA FRAMMENTATA

Ma i Ds sono davvero maggioranza?
Sartori Giovanni  

Talvolta, le elezioni risolvono i problemi indicando un sicuro vincitore e un chiaro perdente. Ma in Italia (figurarsi) non è quasi mai così. In Italia le elezioni scoperchiano sempre più un vaso di Pandora di problemi sempre più irrisolti. Michele Serra, che è notoriamente spiritoso, scrive così: «Dopo le Europee la sinistra italiana si ritrova più o meno al solito 45%, dato invariato dai tempi di Giuseppe Mazzini». Su Mazzini non ci giurerei. Ma sul dato del 45% non ci piove: è così. Eppure D' Alema, Franceschini e altri proclamano che la sinistra è oggi in maggioranza nel Paese. Quale maggioranza, di grazia? E poi (dirò dopo) quale sinistra? Alle Europee i dati ufficiali assegnano il 46,1 al centrosinistra ed esattamente il 46,1 al centrodestra. In ogni caso, si tratta dunque di una maggioranza relativa (il che vuol dire: la maggiore minoranza); e in questo caso c' è un pareggio, il che vuol dire che nessuno è in maggioranza, nemmeno relativa. Ma vediamo pure le elezioni amministrative, anche se contano meno. In questo riferimento, si è scritto, sulla base di un' analisi dell' Istituto Cattaneo di Bologna, che se si votasse oggi per il Parlamento nazionale il centrosinistra otterrebbe la maggioranza dei seggi. Ma il professor Salvatore Vassallo, responsabile di quella analisi, smentisce così: «Nel passaggio dal 2001 al 2004 ... il numero delle province ... è cambiato a favore del centrosinistra, ma in misura poco significativa, tanto che continua a prevalere, nel complesso, il centrodestra». Dunque no: nessuna maggioranza di nessuna sorta in nessun contesto. Ciò precisato (sono notoriamente pignolo), la domanda alla quale voglio arrivare è questa: qual è l' importanza di questo problema? Risposta: pressoché nessuna. Le elezioni si possono vincere con meno del 45% (dipende dal sistema elettorale, anche se la sinistra, nella sua sempre misteriosa dabbenaggine, dà mostra di non saperlo più). Ma se il problema non è questo, perché raccontare e raccontarsi la fandonia che «siamo la maggioranza nel Paese»? Temo che sia per sfuggire al problema vero. Mi sono già chiesto: quale sinistra? Vale a dire, esiste ancora «una sinistra» portante in grado di controllare le molteplici sinistrine estremiste che l' assediano? Ovviamente no. I Ds sono ormai un partito unitario soltanto per le statistiche elettorali. Chi si sente di sinistra e dice «noi» non avverte che quel noi è andato a pezzi, o altrimenti che è un nuovo e diverso «noi». Sia chiaro: in questo discorso la Margherita di Rutelli non c' entra. Perdendo voti ha sì indebolito il riformismo di sinistra. Ma, ripeto, la Margherita non entra nella contabilità della sinistra. E questa contabilità ci dice che i Ds sono oramai un' entità fittizia. Per le statistiche esiste un partito maggiore della sinistra che oggi raccoglie, più o meno, un 20% dei voti. Ma circa un terzo dei Ds, il Correntone, non è riformista ma massimalista, e cioè più vicino a Bertinotti che a Fassino. Il che ci impone di rifare i conti. Eccoli (salvo errore, s' intende). In prospettiva, se il 7% circa dei Ds viene aggregato al 12-13 per cento delle varie sinistre alternative, estremiste o massimaliste, finisce che Bertinotti (oramai l' indiscusso leader di questo arcipelago) controlla il 20 per cento lasciando al povero Fassino soltanto un 13. Questo è il problema, o anche il dramma, che sta vivendo la sinistra. Bersani risponde (per tutti) che «Rifondazione è un partito profondamente cambiato che non si potrebbe più permettere di fare qualcosa contro il centrosinistra». Sarà, ma non lo credo. L' idea di una sinistra seria salvata da Bertinotti è davvero frivola

25/06/04 Andrea Fresco replica a Mastro Gandalf