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L'ammalato ha sempre ragione?

Di Michele Antonazzo, Casarano 11/12/2005

   milael@libero.it

Oggi 11 dicembre 2005 alle ore 17.00 ho condotto mia suocera presso il pronto soccorso dell'Ospedale di Casarano perchè le fossero rimossi alcuni punti di sutura alla mano sinistra ma con grande disappunto una non meglio qualificata dottoressa di turno alla stessa ora  ha negato la prestazione richiesta poìché, a suo dire, la domenica è sacra e non si può pretendere simile impegnativo servizio. Del resto, sempre secondo la dottoressa in questione, l'infortunata mia suocera era stata già resa edotta circa l'orario in cui è lecito elemosinare un certo servizio da un altro medico che in data antecedente ha proceduto alla sutura.

NON E' AFFATTO VERO!!!

Antonio Lubrano un tempo diceva: la domanda sorge spontanea e la mia è la seguente:

ma è vero che la domenica non è possibile chiedere medicazioni e/o rimozioni di punti di sutura???Perché???

 

Ho impiegato un bel po' di tempo a perorare la causa di mia suocera ma niente da fare, la dottoressa non si è lasciata convincere, non si è nemmeno premurata di dare un'occhiata alla ferita che forse necessitava di una medicazione (può succedere anche la domenica). Grazie alla gentilissima dottoressa del S.S.N. !!!  E' così che si fa!

                                                                                                                                                   Distintamente

 

 

 

 

Egregio sig. Michele, per capire meglio il quadro della situazione, ho contattato il Pronto Soccorso e parlato con la dott.ssa con cui lei ha avuto il colloquio, la dott.ssa mi ha spiegato la situazione ed il contesto generale del suo caso che per motivi di privacy non sto qui a descrivere e che comunque è abbastanza complesso. Tuttavia non mi sento di censurare il loro operato, perché il Pronto Soccorso non dobbiamo scambiarlo per un ambulatorio sempre aperto a qualsiasi nostra necessità. Il suo compito elettivo è dare assistenza alle emergenze, e su questo non ci sono dubbi, difatti sua suocera è stata curata senza nessun problema quando le sono stati applicati i punti; la rimozione, invece, è un atto ambulatoriale che è normalmente programmato in giorni prefissati, dove c’è del personale medico ed infermieristico per assolvere a quelle prestazioni. Il disguido nasce da un’assenza di informazioni dovute al fatto che lei ha eseguito le medicazioni che le erano state prescritte da fare in Pronto Soccorso per proprio conto, così non ha potuto ricevere le informazioni necessarie che le avrebbero risparmiato l’increscioso episodio di oggi ,  ed invece ignaro si è presentato oggi pomeriggio per la rimozione dei punti

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

15/12/05 Signor Antonazzo,

il diritto alle cure e alle prestazioni è sacrosanto, però non possono esulare da una efficace organizzazione capace di dare risposte ai bisogni della gente.

Il Pronto Soccorso, inteso come una volta dall'immaginario collettivo, non esiste più; ad esso devono ricorrere i pazienti che hanno bisogno di urgenze diversamente non trattabili presso l'ambulatorio del proprio medico di base, dell'ospedale o del territorio.

I cittadini devono sapere che il ricorso al pronto soccorso per una prestazione impropria ha un costo che deve pagare l'utente, per cui se all'intervento del pronto soccorso non segue il ricovero, il paziente deve pagare di tasca propria la prestazione.

Sono tante le lamentele di cittadini che vengono chiamati a pagare di tasca propria e questo, anche a causa della carenza di adeguate informazioni.

Se ognuno di noi cominciasse a reclamare diritti nel rispetto delle regole, dell'organizzazione e del lavoro altrui, senza vedere necessariamente le disfunzioni dove non ci sono, forse saremmo d'aiuto perchè le cose, in sanità, funzionino bene.

Questo TDM ritiene che vi debba essere più rispetto reciproco, più comunicazione, più informazione, forse un comportamento più umano sarebbe la migliore risposta.

Si resta a disposizione. Cordialmente

 

Anna maria De Filippi - Coordinatrice territoriale TDM AUSL LE2.

tdm_pocasarano@auslle2.it

 

 

 

 

 

16/12/05 Quando si parla di Pronto Soccorso di un Ospedale si parla di un luogo in cui il tempo è oro, in cui è questione di pochissimi istanti per la vita o la morte di una persona, in cui il nostro caso che per noi al momento è importante è nulla in confronto ad altri casi presenti o che potrebbero sopraggiungere da un momento all'altro, davvero urgenti, ai quali potremmo negare proprio quei minuti preziosi. Può anche accadere che un medico del Pronto Soccorso, al momento, valuti superficialmente quella che in pochissimo tempo può rivelarsi una vera e propria emergenza capace di determinare danni irreparabili al paziente di turno. Nella situazione specifica posso solo comprenderla dal punto di vista umano, Sig. Michele,  ma non concordo con il suo disappunto sul comportamento della dottoressa in quanto la rimozione di alcuni punti di sutura si può tranquillamente fare in ambulatorio non rientrando nelle urgenze di prima.
    Un saluto 
   
          Giorgio Greco
 
 

 

 

17/12/05 Signora Anna Maria DE FILIPPI
ben venga la necessaria buona organizzazione perché la sanità pubblica possa essere garantita sempre e a tutti senza essere costretti a ricorrere al servizio privato!.
 Mi preme però ribadire che una buona organizzazione deve preoccuparsi innanzitutto di fornire all'utente che paga regolarmente le tasse anche per il SS.N, le necessarie e tempestive informazioni per poter meglio fruire del servizio in questione ed  evitare, eventualmente, di pretendere quelle che lei definisce "prestazioni improprie" E' certo che l'informazione ha fatto difetto. Apprendo oggi che vi sarebbe stata la possibilità di ottenere la rimozione dei punti di sutura pagando per tale prestazione.A tal proposito devo dire che domenica scorsa fui io stesso a dichiararmi disposto a pagare di tasca mia considerata la delicatissima situazione familiare di mia suocera, ma mi fu risposto picche.Come vede, concordo con Lei nell'auspicare più chiarezza e univocità nella informazione, quando fornita,  e,  soprattutto, professionalità non disgiunta da un atteggiamento più disponibile e rispettoso nei riguardi di chi soffre anche quando, suo malgrado, sembrerebbe  pretendere troppo.

Comunque, viva la Sanità pubblica, garantita a tutti, sempre, comunque, nonostante tutto.Abbasso chi vuole vuole lo smantellamento della Sanità pubblica a favore di quella privata destinata agli abbientio a chi, pur non volendolo vi è costretto.

Cordialmente

Michele ANTONAZZO