TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

Home page La vita Politica Lo sport Cultura Informazioni turistiche In città la nostra E - mail

o papa che sei nei cieli!

di Davide Barlabà, Casarano  07/04/05

 massimobarlaba@virgilio.it

 

“Il santo Padre è deceduto questa sera alle 21.37 nel suo appartamento privato”, queste le parole del portavoce vaticano Navarro Walls il 2 aprile scorso. Se ne va una grande persona, un grande uomo, un “campione della libertà”, dirà in seguito il presidente americano Bush.E’ morto il Papa della pace e della famiglia e della pace. Si è spento serenamente, ma straziato dalla malattia. “Il Papa è tornato nella casa del Padre!”, le dure parole dei rintocchi delle campane a morto. Ero seduto sul divano, solo, tornavo da un compleanno. Ero felice ma appena entrato in casa, i miei pensieri sono ritornati al Papa. Tutti i giornalisti parlavano delle ultime ore di vita del Pontefice, ma io non ci credevo. Non pensavo che il Signore potesse togliere dalla faccia della Terra, sicuramente colui che si era maggiormente battuto  contro la guerra e il comunismo. Dopo un po’, guardando la maratona tv di “Porta a Porta”, che aveva appena lanciato uno spot pubblicitario, vedo che quest’ultimo s’interrompe. Sullo schermo dello studio vedo queste parole amare, amarissime, forse le più amare della mia vita: “Addio Karol”. Notizia ANSA. Anche se non ero convinto del tutto perché il giorno prima c’era stato un falso allarme, ebbi la conferma dell’accaduto da quei fatidici rintocchi delle campane… lacrime e disperazione inutili: il mio idolo Giovanni Paolo II è morto. Gli altoparlanti diffondevano nella piazza gremita di San Pietro (circa 110.000 fedeli) le seguenti otto secche parole che lasciano increduli, nonostante fosse ormai vana ogni speranza:” Il Papa è tornato nella casa del Padre!”. Migliaia di volti cercano sincronicamente la sua finestra. Per la prima volta s’illumina, mentre la campana di Sant’Andrea comincia a battere lenta. Tanti applausi. Dopo, un silenzio denso invade S.Pietro. C’è chi piange. Chi cade in ginocchio. Chi fa il segno della croce, ma l’esempio più bello è quello dei PAPABOYS che recitano un versetto del salmo: “Alleluia, risorgerà!”. E’ morto guardando la finestra, ha detto Amen e ha abbracciato il Signore. Al momento del decesso, oltre ai medici erano al capezzale del Pontefice solo suore e prelati polacchi. Sin dal mattino la situazione era senza speranza. L’allarme era partito giovedì 31 marzo, quando Navarro dichiara che il Papa è stato colpito da forte febbre per un’infezione alle vie urinarie, viene impartita l’estrema unzione. Il giorno dopo i medici parlano di un’infezione diffusa a tutti gli organi vitali: serve la respirazione artificiale. Iniziano a cedere le prime speranze. Intanto nelle chiese di tutto il mondo si prega e si organizzano veglie di preghiera. Sabato l’ultimo messaggio del papa, rivolto ai suoi giovani che lo vegliavano:”Vi ho chiamati. Siete venuti. Vi ringrazio!”. Dopo un po’, il Pontefice spira.  E tra i centomila che affollano S.Pietro cala un lungo silenzio. Aveva promesso di sopravvivere fino a domenica, in segno di devozione alla santa polacca Faustina Kowalska. Intanto, il cardinale Camerlengo e lo spagnolo Somalo procedevano ai loro doveri. Non più come un tempo il cardinale ha battuto la fronte con un martelletto d’argento, ma ha sollevato il velo di lino dal viso del Papa e ha pronunciato il suo nome. Karol. Carolus. Due volte l’ha chiamato, due volte non gli ha risposto. “Vere papa mortuus est!”. E in quel momento l’anello del pescatore gli viene sfilato. Sigillo e anello di Giovanni Paolo II vengono spezzati: fine di un regno.Per sua e per nostra fortuna, il Papa è riuscito ad ottenere un duplice obiettivo: nello stesso momento la Chiesa è diventata più ricca e più povera: più ricca perché ha conosciuto un nuovo santo, più povera perché ha perso un leader. Si è detto di tutto del Papa: calciatore, sciatore, canottiere ma non si è detta la cosa più vera ed importante. Prima di tutto lui era un ingegnere, perché ha detto ai fedeli di distruggere i muri e di9 costruire i ponti per unire tutti i popoli e tutte le religioni. Il Pontificato di Giovanni Paolo II è stato tra i più lunghi (26 anni, il 3°) e il più travagliato: ha visitato tutti i Paesi del mondo, esclusi Cina, Mongolia e Russia, ha abbattuto il muro di Berlino, ha distrutto il comunismo, è entrato in una moschea e in una sinagoga. Persino il presidente cinesi, che aveva tutt’altro che buoni rapporti con il Papa, gli ha augurato una pronta guarigione due giorni prima della morte e pertanto sarà presente ai suoi funerali. In Polonia è stato istituito lutto fino al giorno delle esequie. In Italia si sono fermate tutte le competizioni sportive e non, e sono stati istituiti tre giorni di lutto nazionale. Tutti i portoni delle chiese e dei luoghi più importanti delle città sono aperti a metà e le bandiere sono a mezz’asta per commemorarlo con onore. L’ultimo obiettivo del Papa era quello di trovare il suo successore, e secondo le ultime indiscrezioni, l’avrebbe trovato o in Asia o nell’America Latina.Domenica è stata la volta del Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dalla signora Franca, Casini, Fini, Follini,  e il premier Berlusconi a rendergli omaggio. Quello più grande e significativo è quello di Ciampi che non si è distolto un solo secondo dalla salma del Pontefice, nella sala Clementina in Vaticano. Nel suo discorso dichiara di essere in lutto e di avvertire un profondo dolore. “ Lo abbiamo amato, lo abbiamo ammirato per la sua forza delle idee, il coraggio, la passione, la capacità di trasmettere valori e speranze a tutti noi, a tutti i giovani del mondo. Ha segnato la storia, verrà ricordato come uno di quegli uomini che hanno indicato la strada della libertà e l’hanno perseguita con tutte le loro forze!”, queste le ultime parole al Papa, come sappiamo, suo grande amico. Grande cordoglio anche dagli altri potenti. Da Bush a Putin, in arrivo 200 capi di Stato. Saranno presenti Kofi Annan, segretario dell’Onu, Blair, premier inglese, il re spagnolo Juan Carlos. Sicuramente assente Alberto di Monaco, a causa delle condizioni gravissime del padre.Ai funerali si attendono circa 3 milioni di pellegrini, provenienti da tutto il mondo. E’ morto un grande Papa, che ha fatto tanto per la pace, tanto da non riuscire ad ottenere il Premio Nobel per la pace per essere troppo conservatore.Però la vita va avanti e dobbiamo essere felici: il nostro amato Papa è stato abbracciato dal Signore.