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Procreazione assistita:

Se ne parla tanto ma si conosce poco.

di Pino Montedoro, Casarano 01/06/05

 

A dieci giorni dal referendum sulla legge che regola la procreazione assistita ( legge 40 ), rimangono pochi dubbi ( per quanto mi riguarda ) su come votare e su che cosa si sta votando. Secondo una recente indagine, però, quasi il 33% degli italiani non sa neppure che il 12 e il 13 giugno prossimi si terrà un  referendum e tanto per mettere la classica ciliegina sulla torta quasi il 20% degli italiani non ha la minima idea su che cosa votare.

Uno dei quattro  quesiti, forse quello più importante, cui dovremmo esprimerci,  propone l'eliminazione del divieto di ricerca sull'embrione.

La scopo dei promotori del referendum è quello di consentire nuove cure per malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, diabete, malattie cardiovascolari e anche alcune forme tumorali.

Si vuole così permettere la clonazione a fini terapeutici e per la ricerca sugli embrioni e il loro congelamento.

Inevitabilmente la questione pone controversie di natura etico-religiosa.

Si può considerare l'embrione un essere umano? 

Rita Levi Montalcini sostiene che un ammasso di cellule non può considerarsi un essere umano.

Gli fa eco un’altra voce autorevole, quella del professor Umberto Veronesi :...........”viene vanificata la grande speranza di ridurre drasticamente il tragico peso umano e sociale di trentamila bambini che ogni anno nascono in Italia con gravi malformazioni".

Intanto la Chiesa mantiene la sua posizione,  rafforzata ulteriormente dopo la nomina "dell'integralista" Papa Benedetto XVI, considerando l'embrione alla stregua di una persona,  mentre nel referendum ci viene chiesto di consentire l'utilizzo di gran parte degli embrioni, che non saranno fecondati, a scopo scentifico-terapeutico.

Su questa delicata questione bisogna prendere una posizione netta che va oltre il nostro credo religioso.

Ci troveremo a giocare una partita importantissima che, una volta vinta, spalancherà le porte alla ricerca scientifica dei prossimi anni e non dobbiamo demonizzare ne denigrare la ricerca soltanto per mere questioni etico-religiose. 

D'altronde il cattolicissimo popolo italiano aveva già dato prova di maturità negli anni 70 con l'approvazione della legge sull'aborto e non si lascerà sfuggire questa occasione per consentire alla scienza di progredire con l'auspicio di grandi scoperte.

Con la vittoria del "SI" ci sarà anche un  livellamento con altri paesi europei come la Svizzera, la Francia, L'Austria, che hanno una concezione laica e non religiosa della procreazione assistita e  che, purtroppo,  su queste questioni sono sempre e costantemente davanti a noi anni luce !!

Non perdiamo di vista una fatto molto importante: domani saranno i nostri figli i beneficiari delle scoperte scientifiche;  scoperte che consentiranno di salvare milioni di vite umane.

Pensate quanto sarebbe bello guarire completamente da un cancro, oggi, purtroppo in gran parte dei casi,  un traguardo ancora irraggiungibile.

Pur essendo cattolico non esiterò a votare " SI " a tutte e quattro  le questioni che mi verranno poste e invito tutti coloro che amano il progresso e la scienza a fare altrettanto.