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Lunedì 12 dicembre 2005 Little Italy:

Tony e Totò divisi a New York

Maria Teresa Cometto per “CorrierEconomia” del “Corriere della Sera”

Ringraziamo Pino De Nuzzo per l'e - mail, Casarano 14/12//2005

   p.denuzzo@tin.it

Politica: Pecorino siciliano con Nero d’Avola o mozzarella campana con Falanghina del Sannio? La vista di Manhattan dal 36° piano dell’Empire State Building oppure il fascino di una palazzina d’epoca a due passi dal Rockefeller Center?

Il dilemma è d’attualità quest’oggi, 12 dicembre, a New York: alla stessa ora - dalle 6 alle 8 di sera - due Regioni della stessa Italia, la Sicilia e la Campania, allo stesso fine di promuovere il made in Italy in versione federalista hanno organizzato due eventi concorrenti con la presenza annunciata dei due rispettivi governatori, Totò Cuffaro e Antonio Bassolino.

Invitati
Il pubblico degli invitati è più o meno lo stesso, a partire dai rappresentanti delle autorità italiane a New York. Da una parte, nel più famoso grattacielo della Grande Mela viene inaugurata «Casa Sicilia», dall’altra c’è un vernissage dell’artista Lello Esposito presso la «Casa Campania», già aperta da due anni.

L’imbarazzante coincidenza (come si divideranno i vip? Dove andranno prima?) è l’epitome di una ormai cronica disfunzione: il totale scoordinamento fra le mille missioni estere delle amministrazioni locali italiane, dalle Regioni ai Comuni compresi, i cui frutti sono tutti da provare, mentre certi sono i costi. Fra i presidenti delle Regioni, Bassolino (Ds) è stato il pioniere della diplomazia oltreoceano: dall’ottobre 2003 funziona la «Casa Campania» ai piani alti di una town house sulla 54° strada, già sede del Banco di Napoli e ora proprietà del sarto di lusso napoletano Ciro Paone (marchio Kiton).

L’affitto costa 500 mila euro l’anno, più i compensi non noti di un paio di segretarie, dei consulenti esterni e i viaggi fra Napoli e New York del coordinatore Luigi Gragnaniello. Periodicamente la Regione vi organizza mostre d’arte o di oggetti artigianali, ma non è stato mai comunicato il risultato di queste iniziative in termini di aumento delle esportazioni di prodotti napoletani o dei flussi turistici e degli investimenti dagli Usa alla Campania. «Troppo presto per capirlo», replica Bassolino, che la scorsa estate è finito nel mirino di una polemica sulla questione morale e gli sprechi delle Regioni rosse, accesa dai suoi compagni di partito Cesare Salvi e Fabio Mussi. Ha respinto tutte le accuse e non mostra alcun segno di ripensamento sulla sua «politica estera».

Sulle sue orme a New York ora sbarca anche un governatore non rosso, il siciliano Totò Cuffaro di Forza Italia, con una formula però diversa e ufficialmente meno costosa. È stata una legge regionale del 2002 a istituire le «Case Sicilia» nel mondo come «sportelli di marketing territoriale», ma la loro gestione è affidata dal presidente della Regione ad associazioni non profit. L’associazione di New York è stata promossa da Gaetano Cipolla, professore di lingua e letteratura italiana alla St. John’s University ed esperto di sicilianità; da Mico Licastro, intermediario d’affari attivo negli Usa dal 1966; e da Marco Scapagnini, figlio di Umberto, sindaco di Catania e titolare della società Sole & Natura, che si occupa di esportazione in America di prodotti agroalimentari siciliani.

Contributi
«La Regione Sicilia ci ha dato un contributo iniziale per i locali, che abbiamo subaffittato da Alitalia, pari a 150 mila euro in tutto per i primi tre anni, poi la nostra associazione punta ad essere autosufficiente», spiega Licastro, il ceo di Casa Sicilia, che personalmente milita nel centrosinistra. Ha infatti aiutato a organizzare le primarie dell’Unione a New York e ha fatto da consulente per le recenti missioni americane del diessino Walter Veltroni e del leader della Margherita Francesco Rutelli.

Scapagnini invece aveva già collaborato con la Regione Sicilia nel giugno 2004 per la campagna Sicilian cheeses in Usa , ma la sua Sole & Natura non compare fra gli operatori italiani censiti dall’Ice (Istituto per il commercio estero) o dalla Italy-America Chamber of Commerce.

Suo padre, il sindaco di Catania, farà parte della folta delegazione di politici, amministratori, funzionari siciliani in visita a New York per la «Settimana della cultura siciliana», il cui appuntamento clou , tuttavia, non ha alcun legame con Casa Sicilia: è l’inaugurazione al Metropolitan Museum, domani 13 dicembre, della mostra con tre capolavori di Antonello da Messina «Maestro siciliano del Rinascimento», organizzata dalla Foundation for Italian Art and Culture di Daniele Bodini con l’assessore Alessandro Pagano ai Beni culturali della Regione Sicilia e sponsorizzata dal gioielliere romano Bulgari e Acp group.

Parsimonioso è anche il budget dichiarato da un’altra Regione rossa con «casa» newyorkese dal 2004: il presidente della Toscana Claudio Martini (Ds) ha precisato che la sede, ospitata dal Monte dei Paschi di Siena, costa circa 60 mila euro l’anno, compresi i compensi di una collaboratrice.

Non ha badato a spese invece il governatore della Puglia, Nichi Vendola (Rifondazione comunista), in missione a Washington lo scorso ottobre con una ventina di amministratori locali, dal vicepresidente regionale Alessandro Frisullo al manager territorial integrated project city of Casarano , Umberto Vitali. Secondo il notiziario Letter from Washington di Oscar Bartoli è stato un flop per la cattiva organizzazione e la mancanza di interlocutori americani.

Dagospia 12 Dicembre 2005