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TURISMO NEL SALENTO

 

di Paolo Memmi, Casarano 29/05/05

 

 

Ciao Eugenio, è' entrata in punta di piedi una stagione che si preannuncia meno "calda" del solito, o almeno per gli operatori del settore, nonostante gli investimenti e i buoni progetti di promozione turistica intrapresi dall'amministrazione provinciale in ambito nazionale.
Speriamo in realtà che ci sia un inversione di rotta e che alla fine i frutti del duro lavoro di programmazione vengano fuori.
Le novità comunque riguardano soprattutto il prossimo autunno e la primavera 2006, infatti dovrebbe prendere vita, dopo un intenso lavoro di contatti e programmazione, un progetto legato al mercato nord europeo che avrà come prodotto "PUGLIA" veicolato attraverso operatori esteri, proporrà vari itinerari tematici di media-alta qualità per un target di clientela sicuramente esigente, alla ricerca della novità esclusiva. Al Salento verrà dedicato ampio spazio grazie alla volontà ,da parte dell'operatore organizzatore del progetto, di proporre la propria terra d'appartenenza.
Saranno due giorni nel Salento che a seconda del circuito tematico proporranno dalla Lecce barocca alla Grecìa salentina, passando per Gallipoli ed Otranto, Galatina, lo spettacolare tramonto "de finibus terrae" di Leuca, in giro per le cantine vitivinicole e gli antichi frantoi ipogei.
E' un progetto sperimentale, sul quale si punta molto grazie anche alla ristrutturazione dell'aerostazione di Bari Palese che permette numerosi collegamenti con varie destinazioni in Europa attraverso le compagnie British Airways, Ryanair, Hapag Lloyd, Lufthansa.
Se il progetto dovesse riscontrare il risultato che noi tutti ci auguriamo presto (primavera 2007) verrà proposto un tour dell'entroterra dedicato alle piccole realtà tipiche (troppo spesso scartate da qualsiasi tipo di circuito turistico di rilievo) e spero vivamente di inserire Casarano.
La parola turismo è ormai sulla bocca di tutti, ci si augura che quest'educazione al turismo non alimenti false illusioni, infatti è solo con la vera collaborazione tra pubblico e privato e col duro lavoro quotidiano di chi opera nel settore che si può creare un prodotto turistico; bisogna educare la comunità all'accoglienza e stimolare l'imprenditoria nel settore ricettivo, coordinare gli operatori e lavorare sulla comunicazione.. insomma ancora troppo lontani dall'obbiettivo ma coscienti di una crescita si guarda con positività al futuro.

 

 

 

 

Caro Paolo il progetto di cui mi parli, molto promettente, stilato dalla Provincia, potrà avere riscontri positivi per l’intero territorio salentino e di questo tutti ne dovremmo essere grati poiché una strategica operazione promozionale è fondamentale per attirare i turisti, in questo caso del Nord Europa. Fin qui tutto bene, la Provincia sta facendo la sua parte, ma una volta portati i turisti a Casarano, che cosa troveranno? Esiste un progetto serio in tal senso che non si limiti alla sola visita della chiesa di Casaranello? Non mi sembra? Sono anni che si parla di valorizzare il centro storico, di creare un percorso dei frantoi ipogei, del recupero degli antichi palazzi, delle stradine del Centro Storico e della sua rivitalizzazione, ma ho l’impressione che troppo poco si sia fatto in tal senso. Sarà pure vero che non ci sono molti soldi, ma  questo non giustifica questo enorme ritardo che va assolutamente recuperato se vogliamo creare i presupposti di una riconversione turistica di Casarano, da tutti richiesta. E' vero anche che non siamo stati bravi come altri paesi ad intercettare alcuni finanziamenti se è vero che l’anno scorso questa Amministrazione sperava di riqualificare la parte antica con i finanziamenti legati al progetto, “Contratti di quartiere”, progetti che ci sono stati bocciati.

Io purtroppo oggi non riesco a spostarmi molto, ma in tanti mi parlano di quanto sia stato fatto a Specchia, una paese letteralmente rinato e trasformato, basolati rifatti, palazzi, piazze, piste ciclabili, e noi?

Maglie a cui i “contratti di quartiere” sono stati approvati si appresta a ridisegnare e riqualificare quelle poche zone che gli erano rimaste da sistemare. Per non parlare di altre città salentine.

Mi sembra che i nostri amministratori non abbiano più tempo da perdere e alibi con cui giustificarsi quì è in gioco una parte fondamentale del nostro futuro.

Eugenio Memmi    - tuttocasarano@tin.it

Ritenendo Paolo Memmi una persona dalle idee chiare e competenti in questo settore, per chi non li avesse letti, ripropongo quello che Paolo ci ha già scritto.

17/03/05 Come dare una vocazione turistica a Casarano. Di Paolo Memmi

16/03/05 Casarano una ricca e meravigliosa bomboniera. Di Paolo Memmi

 

30/05/05 Hai perfettamente ragione sul fatto che probabilmente l'amministrazione non ha fatto tutto quanto in suo possesso (ed oggi sono davvero tanti gli strumenti per farlo) per dare uno slancio a progetti di tipo turistico in città. A dire il vero, di contro si nota una posizione ermetica rispetto a tutti quelli che possono essere i progetti esterni da parte anche degli operatori del settore. Ed in fondo in fondo a volerla dire tutta, l'amministrazione provinciale con la sua campagna "Salento d'amare" ha sicuramente raggiunto gli obbiettivi che si prefissava in ambito nazionale. ma troppo poche ed isolate le iniziative a livello internazionale tanto che in giro per l'Europa al nominare della parola Salento nel 90% dei casi si è costretti a sentire: what's salento?...
Per i grandi operatori internazionali Puglia vuol dire Gargano, Castel del Monte, Alberobello, Ostuni e Fasano.. una visione sicuramente non completa..anzi assolutamente inesatta.
Si sta cercando di inserire (con difficoltà) il Salento tra questi circuiti con la speranza che il cliente riesca a percepire la novità del prodotto, si sta cercando di organizzarsi al meglio affinchè se dovesse acquistare il pacchetto trovi poi qui da noi massima accoglienza ed organizzazione, alla fine si sa che non c'è propaganda migliore di un cliente che contento fa pubblicità al ritorno da una vacanza.
Per quanto riguarda Casarano al momento non ho contattato nessun ente, anche perchè il turismo dell'entroterra è già ad un secondo stadio rispetto al prioritario bisogno di inserire quanto meno le località con vocazione turistica all'interno di questo tipo di progetti, e come ti accennavo non sarà possibile parlarne prima del 2007 e quindi della programmazione 2006.
Ti dico sinceramente che le stesse domande che ti poni tu me le sono già fatte, ossia possiamo limitarci a far visitare la chiesetta di Casaranello.. credo di no, ci sia tanto altro che possa interessare, ma mi chiedo intanto se siamo già in grado di far visitare anche soltanto la chiesetta di casaranello...
Sono molto attaccato alla mia città e a volte anche in maniera non del tutto lucida cerco di capirne le potenzialità.. credo che siano innumerevoli anche se in fondo penso che manchi una educazione al turismo a partire dagli amministratori. Non sarebbe male ad esempio (non so se questo già si fa) inserirlo nelle scuole come materia extracurricolare.. un grande palazzo si costruisce dalle fondamenta.

Paolo Memmi  - paolomemmi@libero.it  -

 

 

30/05/05 Come potrei non concordare su quanto detto a proposito di turismo salentino e casaranese.
Anche perchè a chiunque piacerebbe quella "meravigliosa bomboniera" descritta da Paolo Memmi.
L'insegnamento a scuola del turismo e delle cultura salentina è funzionale a far conoscere le proprie tradizioni, credenze, radici. Tutto questo è importantissimo, ma naturalmente non basta a creare il paese di bengodi.
Da un po' di anni ormai esistono anche corsi di laurea del settore, ma non basta questo.
Il fatto è che non mancano le idee, ma le risorse.
Basti pensare che la quota assegnata alla Puglia nell'ambito delle regioni "Obiettivo 1"  per il 2000-2006 è stata di circa 130 milioni di euro, che è per tutta la Puglia e non solo per il Salento.
E non basta nemmeno sabbia bianca e mare cristallino per fare il salto di qualità: basti  pensare a Paesi quali  Cuba, alle Maldive, Tunisia, Brasile ecc...che hanno grandi flussi turistici ma che per una classe politica corrotta e un sistema creditizio inesistente presentano un'economia pressocchè scarsa, e la gente che muore di fame è ancora tanta.
Non solo turismo dunque.
Ad esempio dov'è finita la Banca del Sud?
Nel mezzogiorno siamo gli unici a non avere una banca che opera sul nostro territorio con funzioni di finanziamento e di sostegno, come avviene negli altri Paesi d'Europa, che ci offrirebbe la possibilità di sviluppare il nostro turismo (e non solo) a più alti livelli.
Per quanto riguarda Casarano in particolare, sono sicuro anch'io che andrebbe rivalutato il centro storico, i frantoi ipogei, e speriamo che da quest'anno riparta il progetto "oltremare entroterra" che a mio avviso era molto interessante.


Federico Lubello    - federlub@libero.it -