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Un paese sovrastimato

ledicolantepazzo, Casarano 20/05/05

 

A rivederlo da Catania (che non è esattamente New York), l'ultimo o penultimo spicchio di potere berlusconiano sbalordisce per la sua minuta composizione, artigianale e quasi parentale: il suo medico personale sindaco, i suoi avvocati deputati, i figli in ditta, l'amico d'infanzia antennista che governa il Milan e il calcio, l'altro amico d'infanzia che gli tiene i conti di Mediaset e si candida a Palazzo Marino. E perfino una moglie, la seconda, che gli funge da opposizione fatta a casa, tanto per ricoprire tutte le mansioni possibili senza dover ricorrere agli estranei, che non si sa mai in che mani ci si mette. Un ristretto clan familiare (famiglia allargata, però, mica siamo nel Medio Evo) ha governato, e governa tuttora, la sesta o settima o ottava (si slitta giorno dopo giorno fuori dalla top ten) potenza del mondo, e ad essere onesti,digerito lo stupore, la vera domanda che dovremmo farci è se non esista per caso una logica, mesta proporzione tra la piccolezza di questo strano potere e la piccolezza del Paese nel suo insieme. Si dice tanto che Berlusconi è l'attore di un clamoroso bluff, di una stangata per giunta malriuscita: ma per farsi fregare così a buon mercato, ci voleva un Paese evidentemente sovrastimato, furbo ma non intelligente (le due cose vanno sempre insieme), e soprattutto piccolo. Una provinciona credula e poco avvezza alle cose del mondo.

PS. L'articolo sopra è di Michele Serra............. ledicolantepazzo lo sottoscrive in pieno.