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I tifosi organizzati bocciano la proposta delle amministrazioni comunali. «Nessuna violenza da parte nostra» «Partita della pace? Inutile»
«Le responsabilitą sono altrove.

Per noi questione chiusa al 90'»

 dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18/01/04

 

 

I tifosi chiudono la porta alla partita di riconciliazione tra Casarano e Gallipoli e respingono al mittente le accuse di violenza. «E' lodevole l'iniziativa della partita di beneficenza - scrivono in un comunicato congiunto i Cusp 1980, gli Ultras Casarano e i Portici Sconvolti - ma non vediamo la necessitį di organizzare manifestazioni di questo genere per risolvere una situazione che a nostro avviso si é chiusa al novantesimo». L'incidente č chiuso per gli ultras cittadini, insomma, o per meglio dire gli incidenti non sono ascrivibili alle loro responsabilitą. «A distanza di sette giorni dagli incresciosi incidenti verificatisi nel dopo gara di Casarano-Gallipoli - scrivono i tre gruppi organizzati di ultras della curva Nord - sentiamo la necessitą di chiarire ufficialmente la nostra posizione su quanto č accaduto domenica scorsa e nel corso della settimana. La curva nord, espressione di diversi gruppi di sostenitori, conta 300 soci tesserati. Tutte le altre persone, non rientrando in alcun tipo di organizzazione, non sono soggetti controllabili. Noi rappresentanti del tifo organizzato di Casarano abbiamo cercato, all'uscita dello stadio, di riportare la calma nei disordini. Come possiamo essere accusati, quindi, di essere stati gli autori delle azioni violente del dopo partita, nonchč delle aggressioni nei confronti di minori, donne e disabili, che in maniera categorica non hanno subito alcuna aggressione?» Nessuna violenza in curva, secondo i tifosi, e nessuna premeditazione degli incidenti, almeno da parte dei gruppi casaranesi: «Di premeditato - scirvono ancora i Cusp, gli Ultras casarano e i Portici Sconvolti - puó esserci stato soltanto il lancio, da parte degli ospiti, sul terreno di gioco di bombe carta, di tentativi di furto degli striscioni e dell'esposizione di vessilli provocatori e atteggiamenti poco sportivi da parte della dirigenza. Non possiamo assumerci la responsabilitą di quel che deriva dalla mancanza di organizzazione di tifoserie avversarie che vengono al Capozza. E' inevitabile che ad azioni di questo tipo, corrispondano delle reazioni da parte di chi, sfuggendo al nostro controllo, si č poi reso responsabile di quanto successo». Respinte al mittente le accuse, quindi, gli ultras casaranesi chiamano sul banco dei testimoni la storia della societą e del tifo organizzato cittadino: «La curva nord di Casarano - concludono - ha dalla sua parte ventiquattro anni di attivitą e di storia e confronti con tifoserie di alto blasone, alle quali ha sempre portato rispetto, quando l'ha ricevuto».

 

 

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