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Il sommozzatore era rimasto incastrato sott'acqua mentre lavorava a una diga sul Tevere
Muore per salvare un sub
Roma, si sacrifica vigile del fuoco-eroe di 35 anni

 dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15/01/03

ROMA  Un vigile del fuoco è morto ieri da eroe per salvare la vita ad un sub rimasto incastrato in una diga dell'Enel sul fiume Tevere, alla periferia nord di Roma.
Simone Renoglio, 35 anni, pompiere sommozzatore da quattro, sposato, un figlio di 3 anni, era appena riuscito a dare una fune con un moschettone a un sommozzatore di una società abruzzese, Paolo De Iure, di 32 anni, di Ortona (Chieti), che mentre controllava le condizioni della diga Enel di Castel Giubileo, era rimasto incastrato a tre metri di profondità ad una paratoia non completamente chiusa a causa delle piene del fiume dei giorni scorsi.
Inutili i tentativi di soccorso dei colleghi del sub abruzzese. Mentre i tecnici della diga aprivano le paratoie della diga e la corrente del fiume impazziva trascinando barche, tronchi e detriti, è arrivata una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma. Renoglio si è calato nella corrente e prima che un detrito, forse un tronco, lo colpisse in testa o la forza delle acque, questa l'ipotesi dei vigili del fuoco, lo spingesse con violenza contro una paratia strappandogli la maschera, ha passato una fune con un moschettone all'altro sommozzatore per imbragarlo.
Poi per cinque minuti non ha risposto ai segnali dei colleghi e quando è stato estratto dalle acque torbide del fiume e dai detriti, sanguinava dal volto. Alle 14, un' ora dopo, è morto in ospedale. L'altro sub è stato estratto vivo. Ora è nel policlinico Gemelli. Le sue condizioni sono gravi ma non rischia la vita.
De Iure ha vissuto gli attimi di terrore in collegamento audio con i quattro colleghi della ditta Adriatic Sub di Ortona. «C'è un problema di pressione, sono in pericolo», è stato il suo Sos mentre faceva un controllo biennale di routine. E' stata la pessima visibilità del fondale a non fargli vedere un portellone semiaperto rimanendo così risucchiato dalla pressione. Ma è rimasto sempre lucido, legato alla vita con una doppia corda e un tubo, come i palombari, collegati in superficie. Ma ancora non sa che il suo salvatore non ce l'ha fatta.
«È morto un altro eroe riuscendo a salvare una vita umana ma pagando con la propria. E' questa la vera grandezza del lavoro che svolgono tutti i giorni questi ragazzi», ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni accorso nell'ospedale Villa San Pietro dove era stato portato Renoglio e dove sono andati il prefetto di Roma Emilio Del Mese e il comandante provinciale dei Vigili del fuoco Luigi Abate. E alla vittima, alla famiglia e al corpo dei vigili del fuoco il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha espresso il suo cordoglio. Giovedì, a Ostia, i funerali.

 

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