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Troppi due mesi d'attesa per il risultato di un "Pap test", questa la denuncia del Tribunale per Diritti del Malato alla Direzione Generale dell'ASL
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 15/12/2005

  

L’attesa media per il risultato di un “Pap test” presso il presidio ospedaliero “F. Ferrari” è di almeno due mesi. Il grave disservizio, che interessa centinaia di pazienti, è stato denunciato nei giorni scorsi al Direttore Generale, dott. Rodolfo Rollo, dal Distretto Federativo di Casarano del “Tribunale per i Diritti del Malato” con una lettera nella quale sollecita un “autorevole intervento” del massimo responsabile dell’azienda sanitaria, al fine di eliminare disfunzioni che producono disagi, preoccupazione e ansia nelle persone in attesa di un responso, in alcuni casi nefasto.

Il Tdm, a seguito di numerose segnalazioni, ha segnalato alla Direzione Generale che fino a venerdì 2 dicembre scorso i referti dei prelievi effettuati dal 17 al 21 ottobre 2005 a Casarano (circa 200) “non erano ancora pervenuti”. La data di aggiornamento, però – come ha precisato ieri sera la responsabile territoriale del Tdm, Anna Maria De Filippi – deve essere spostata al 12 dicembre. “Lunedì sera – rivela la signora De Filippi – ci è giunta l’ultima segnalazione da parte di una signora che attendeva ancora il risultato”. Ma quali sono le cause che fanno aumentare il ritardo? Il problema principale sembra l’inadeguatezza del modello organizzativo.

I prelievi dei test, infatti, vengono effettuati presso l’U.O. di Ginecologia del “Ferrari”, la quale consegna i vetrini ad Anatomia Patologica dello stesso ospedale, che provvede a farli trasportare da un messo presso Anatomia Patologica di Gallipoli nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana, per la lettura e la refertazione. “Questo è un disservizio che abbiamo affrontato da diversi anni ormai – denuncia il Tdm – e ci riesce difficile comprenderne le ragioni dal momento che abbiamo chiesto l’adeguamento del personale, abbiamo sollecitato più volte soluzioni di efficienza, abbiamo comunicato il disagio, la rabbia e il dolore di tante donne che hanno il diritto alla certezza della diagnosi e della cura”.

Il Tdm, inoltre, segnala il caso di una donna di Casarano, deceduta la scorsa estate, che ha atteso 3 mesi prima di conoscere il risultato positivo del test. Su questo caso, in particolare, il Tdm segnala gravi responsabilità della struttura sanitaria. Oltre agli ormai usuali due mesi di attesa, la donna è stata all’oscuro del referto per altri 30 giorni perché il risultato del test, nonostante fosse positivo, era stato “dimenticato” in un cassetto del reparto. Il Tdm attende ora le azioni dell’azienda sanitaria per risolvere questo grave disservizio.