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TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO ONLUS

Distretto  Federativo  di  Casarano  

 

Presidio Ospedaliero “F. Ferrari” –Viale F. Ferrari -73042 CASARANO -( FAX 0833/508393

E.-Mail: defilippitdm@libero.it  - COORDINATRICE  TERRITORIALE A.USL LE/2 : Anna Maria De Filippi

“Operare perché tutti i cittadini si sentano non ospiti, ma padroni della Repubblica e reclamino poteri e responsabilità a tutela dei propri diritti: questa è la missione di Cittadinanzattiva!”

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di  interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

(articolo 118 della Costituzione, comma 4)

 

Fare i cittadini è il miglior modo di esserlo

                                                                                              Casarano, 13.01.05

 

RAPPORTO 2004 DELL’OSSERVATORIO PERMANENTE DEL TRIBUNALE PER I  DIRITTI  DEL MALATO DI CASARANO

Nel corso del 2004, le segnalazioni e le lamentele pervenute all’Osservatorio Permanente del Tribunale per i diritti del malato hanno riguardato la difficoltà di usufruire dell’ADI, assistenza domiciliare integrata, fisioterapica, riabilitativa, di visite specialistiche domiciliari, di ausili e presidi ospedalieri. Un problema importante è stato quelle delle lunghe liste d’attesa, più volte portato all’attenzione della Direzione Generale.

I fattori che hanno concorso a tali lungaggini sono stati, spesso, la carenza di personale, la mancanza di un CUP centralizzato per tutta l’Azienda Sanitaria, la cattiva organizzazione del lavoro, in alcune unità operative, la cattiva abitudine degli operatori aziendali a non informare gli utenti per tempo, quando uno strumento elettromedicale era rotto o un medico era assente, costringendo gli utenti a recarsi comunque in ospedale per effettuare un esame diagnostico o una visita, regolarmente prenotata, magari alle ore 15.00 del mese di luglio e agosto, producendo disagi e malcontento.

            In tutto questo ha avuto un ruolo fondamentale anche la mancanza di cultura e di rispetto da parte dei cittadini – utenti che non hanno disdettato la prenotazione, dopo aver effettuato la prestazione presso altre sedi. Il D.P.C.M del 19.05.95 prevede il risarcimento di un  bonum (£. 50.000 - € 25.00) a favore dell’utente quando per colpa dell’Azienda Sanitaria egli non possa effettuare le prestazioni prenotate, come pure prevede un malum (£. 50.000 - € 25.00) a carico di quell’utente che non disdetta la prenotazione quando non vuole più usufruirne per qualsiasi ragione.

            L’AUSL LE 2 non ha mai applicato il malum, anche in mancanza della carta dei servizi, ma il TDM l’ha auspicato al fine di responsabilizzare gli utenti a un approccio più efficace dei servizi sanitari e assistenziali.

L’osservatorio permanente del TDM ha constatato una difficoltà diffusa tra gli utenti a fruire agevolmente dei servizi sanitari e di medicina generale, per la mancanza, appunto, di una carta dei servizi, per la carenza di un vero coordinamento tra Ospedale e medicina del territorio DSS, per la difficoltà a raggiungere sedi territoriali (DSS), alcuni dei quali non collegati con mezzi di trasporto, aventi barriere architettoniche, ubicati in strutture inadatte ad erogare servizi sanitari, carenti di segnaletica sia stradale che sanitaria, per la carenza di risposte esaurienti all’utenza e per le lunghe ore ambulatoriali che potrebbero essere più gestibili se distribuite per fasce orarie, in modo da evitare attese che vanno dalle 8.00 alle 12.00 e oltre, per pazienti spesso affetti da pluripatologie.

            Un discorso a parte meritano le lagnanze e le segnalazioni riguardanti la medicina generale, gli ambulatori dei i medici di base, le visite domiciliari, la prescrizione dei farmaci… e i pediatri.

All’interno degli ascensori dell’Ospedale di Casarano non ci  sono indicazioni circa le unità operative presenti ad ogni piano (indicazioni a cui la direzione sanitaria sta provvedendo) e carente risulta anche dal punto di vista dell’informatizzazione, non ci sono punti di riscossione ticket con pagamenti tramite bancomat o carta di credito e carenti sono le indicazioni circa i diritti per l’esenzione dei ticket. (carenze che saranno colmate col trasferimento del CUP in locali siti all’interno dell’Ospedale, assicurazione fattaci dalla dott.ssa Cretì).

 

 

 

 

 

E’ il caso infatti di dire che l’ospedale Ferrari sta subendo una sorta di lifting, rifacimenti anche sostanziali, per cui ci sono lavori in corso per rinnovare, ampliare, migliorare, adeguare a norma e trasferire alcuni reparti e le sale operatorie presso il nuovo lotto, per offrire più comfort alberghiero e servizi sanitari più efficienti ed efficaci.

A fronte di tanti miglioramenti abbiamo constato che, in alcuni reparti, ogni posto letto è provvisto di sedia, comodino e armadietto, però, vecchi e arrugginiti.

I bagni poi non rispondono ai requisiti minimi di comfort, perché privi di campanello di allarme, solo pochi hanno le docce, la maggior parte mancano di tavoletta e alcuni risultano privi di bidet, sprovvisti di mensole, specchi, materiale per l’igiene personale e spesso arrugginiti. Molti bagni risultano sprovvisti di chiusura e del tutto assente un sistema alternativo che indichi “libero” o “occupato“

Da segnalare la mancanza di un piano d’appoggio per i pazienti impossibilitati ad alzarsi e costretti, scomodamente, a consumare i pasti a letto.

La maggior parte delle unità operative non ha un salottino o altra area di socializzazione per i degenti, né tanto meno una stanza dedicata eventualmente ai malati terminali e loro famiglie.

Vi sono molte segnalazioni con pareri contrastanti per il servizio di vitto, da poco gestito dalla cooperativa  “Cascina”. (scarsa qualità  - scarsa quantità – posateria inadeguata).

Nota dolente è che quasi tutte le unità operative scrivono le cartelle cliniche a mano senza ricorrere al computer che ne permetterebbe un maggiore leggibilità e trasparenza.

Quasi tutti gli ambulatori risultano privi di sala d’attesa quale locale appositamente dedicato e non ricavato all’interno dei corridoi.

Molti ambulatori hanno pochi posti a sedere, il servizio di radiologia è sprovvisto di sala d’attesa, e nel corridoio vi è una sola panca da tre posti, per cui spesso l’utenza è costretta ad aspettare  in piedi per diverse ore.

E’ difficile inoltre trovare un bagno. Il più vicino risulta essere quello del servizio di risonanza magnetica che però è sprovvisto di chiave, per cui la cosa più facile è recarsi ad esempio negli ambulatori di ginecologia, ubicati al piano terra oppure suonare al servizio di radiologia dove un’infermiera, tra le tante cose che ha da fare, è costretta ad aprire la porta solo perché qualcuno ha necessità di andare in bagno.

La maggior parte dei reparti,  al momento del ricovero  non consegnano ai degenti opuscoli informativi con i nominativi dei medici, le loro qualifiche, l’orario di ricevimento del personale. Più facile è invece trovare queste informazioni in un cartello affisso, anche se in tutte le unità operative tutti i medici sono a disposizione dei pazienti.

Si segnala la carenza di rapporti umani, di cordialità e di gentilezza da parte di alcuni operatori sanitari che riservano ai cittadini – utenti, trattamenti differenti nei propri studi privati.

Si segnala l’arroganza e la maleducazione di alcuni cittadini – utenti che accampano spesso pretese invece di reclamare diritti.

L’Ospedale di Casarano sta subendo una trasformazione storica, con un impegno mai visto prima, da parte dei dottori Rosato Nicola e Dattoli Vitangelo, rispettivamente direttore generale e direttore sanitario dell’AUSL LE2 e della dott.ssa Gabriella Cretì, direttore sanitario del P.O. di Casarano e siamo certi che tutte le carenze rilevate dal TDM e doverosamente segnalate, troveranno una soluzione o comunque un miglioramento.

            L’opera del Tribunale per i Diritti del Malato, attraverso la presa d’atto di tutte le lamentele degli ammalati, delle segnalazioni  degli utenti e degli stessi operatori sanitari,  con i monitoraggi, e tutte le carenze che i volontari osservano, contribuisce a promuovere una partecipazione civica più responsabile, cercando di dare gambe alle aspettative e al desiderio di vedere tutelati i propri diritti in ambito sanitario e assistenziale.

 

                                                                                                  Anna Maria De Filippi

                                                                      Coordinatrice Territoriale